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OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE

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PIAZZA SS. APOSTOLI - IL CUORE DI CHI AMA LA LIBERTA'

6 luglio  2007

 

 

PIAZZA SANTISSIMI APOSTOLI - IL CUORE DI CHI AMA LA LIBERTA' - da Lisistrata

 

Sono venuti da tutta Italia, sono arrivati da soli, piano, alla spicciolata, ma erano lì, presenti e con il cuore colmo di speranza e di desiderio di pace.

La pace di cui si sono fatti portatori i manifestanti di Piazza Ss. Apostoli, non è la pace finta dei pacifisti nostrani che urlano contro le guerre, ma odiano ferocemente il proprio popolo e difendono i principi delle teocrazie stragiste, la pace di piazza Ss. Apostoli è quella che nasce solo dalla capacità di capire che le differenze sono la meraviglia della natura, sono la ricchezza degli uomini e che nessuno ha il diritto di porsi al di sopra dei diritti altrui, siano queste persone di diversa religione, altra nazionalità, razza o anche di sesso diverso dal proprio.

In piazza Ss. Apostoli, si è affermato a gran voce il principio assoluto che ciascuno è e deve essere padrone di se stesso, avere il diritto all’autodeterminazione e persino il diritto di sbagliare, rispondendo di persona dei propri errori e chiedendo che anche i suoi diritti siano rispettati, come lui deve rispettare quelli degli altri, indipendentemente dal fatto che siano di suo gradimento o meno.

L’avv. Antonia Parisotto, responsabile dell’ufficio legale dell’ O.D.D.I.I. era lì, con la sua famiglia ieri sera, vicino a Magdi Allam, a Souad Sbai e a Silvio Berlusconi, a Daniela Santanché, Pasini Battaglia, Roberto Formigoni, Renzo Gattegna, Riccardo Di Segni, Riccardo Pacifici, Roberto Pazzeschi Savino Pezzotta, Valentina Aprea, Luigi Amicone, Gianfranco Fini, Rocco Bottiglione, Roberto Castelli, Marcello Pera, Ignazio La Russa, Fabrizio Cicchitto, Marco Taradash Andrea Ronchi, Pierluigi Castagnetti, Renzo Lusetti, Antonio Polito, padre Cervellera,  Luigi Bobba…….. e vicino a tante persone comuni, mosse da un solo desiderio: la libertà di padre Bossi, diventato oggi simbolo delle persecuzioni che i cristiani subiscono nel mondo ad opera dell’integralismo islamico.

(nella fotografia l'avv. Antonia Parisotto ala manifestazione di gennaio 2007 per non dimenticare la shoà )

Dal palco gli organizzatori e gli ospiti hanno parlato di molte tematiche, ma tutte riguardavano il diritto della persona, della sua libertà individuale e collettiva, della libertà  di espressione e di autodeterminazione, della capacità di accettare che nel mondo ci si possa esprimere in modi e con fedi diverse, senza per questo doversi sovrapporre gli uni agli altri, ma nel rispetto delle diversità possono nascere nuove ricchezze dovute alla conoscenza e all’interazione a cui le diverse culture possono attingere, arricchendo se stesse, se sapranno farne tesoro e non schiacciare tutto ciò che rappresenta il diverso.

 

Abbiamo voluto chiedere ad Antonia Parisotto di descriverci lo stato d’animo che sentiva aleggiare dentro quella folla di persone e ci racconta dell’interessante intevento che Souad Sbai ha tenuto dal palco, che si è articolato partendo dalla reciprocità, per sviscerare appieno il nocciolo del problema che si rifà al rispetto che si deve alla dignità di ogni persona e al suo diritto di vivere la libertà, senza la strumentalizzazione voluta da pseudo credo religiosi, poiché siamo tutti figli di un unico padre creatore e come tali nessuno ha il diritto di imporsi sugli altri.

 

Opinione questa che condivide appieno e ci ha riferito che l’emozione era palpabile, al limite della commozione, e che ha avuto la netta percezione di una accresciuta sensibilità da parte della gente verso queste tematiche. Sono state le persone le vere protagoniste della manifestazione, mentre i politici si sono dovuti limitare alla pura presenza, per dimostrare da che parte stanno e che condividono l’opinione di chi ha voluto questa manifestazione, che ci ha creduto e ha dato il giusto risalto alla stessa e a tutti coloro che vi hanno aderito.

 

Antonia Parisotto ci descrive anche presenze molto importanti, quali gruppi di pachistani e libanesi, ovviamente molti sacerdoti e molti cristiani venuti anche da altre parti del mondo, ebrei e islamici che condividevano lo spirito che ha animato la manifestazione fin dall’inizio e si è ripromessa, in futuro, di aderire a quante più manifestazioni sarà possibile, perché anche lei sente il peso minaccioso di un islam integralista che avanza, passando sopra tutti i diritti degli uomini e soprattutto su quelli delle donne, che nell’islam occupano l’ultimo gradino della scala sociale, come se non fossero esse stesse uomini, di sesso femminile ma appartenessero a una razza animale inferiore.

 

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