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Si chiama Oddii, Osservatorio
del diritto interno e internazionale. Chiamatelo come vi pare, ong,
gruppo lobbysta di pressione, associazione no profit. Fatto sta che
venerdì scorso è stato ricevuto a Roma a via dell’Umiltà dall’onorevole
Francesco Giro, delegato all’uopo da Silvio Berlusconi per ascoltarne i
"suggerimenti" a un futuro governo. Si spera proprio presieduto dal
Silvio nazionale.
L’Oddi, presieduto da Adriana
Bolchini, è stato in passato quell’organismo che ha denunciato per primo
lo sfruttamento delle donne islamiche da parte dei mariti e i
maltrattamenti in nome della shar’ia.
E’ stato prezioso per aiutare
l’opera in merito tanto di Souad Sbai, presidentessa uscente della
comunità delle donne marocchine in Italia, quanto della bella Daniela
Santanché, oggi candidata premier per la Destra di Storace.
Oddii è stato il primo a mettere on
line "Submission" di Theo Van Gogh e adesso ha fatto la stessa cosa con "Fitna"
di Geert Wilders. Per non parlare delle battaglie di tolleranza a favore
delle famose vignette danesi su Maometto. Insomma un osservatorio sui
diritti degli italiani e degli immigrati in Italia.
E che chiede ora l’Oddii a un futuro
esecutivo moderato?
Fondamentalmente che si esca
dall’equivoco islamically correct e che la politica dell’immigrazione sia
applicata in maniera seria favorendo l’inserimento e non il ghetto
multiculturale del modello inglese, danese e olandese.
E anche tedesco se è vero come è
vero che sull’ultimo numero di "Der spiegel" troneggiava l’aquila
imperiale germanica con il capo costretto dal velo islamico.
Tra gli interventi richiesti
dall’Oddii ce ne è uno che fa riferimento a una recente denuncia del
Coisp,
sindacato di polizia.
Si ritiene infatti
fondamentale un "cambiamento della legge sulle pensioni che fanno
riferimento ai parenti degli extracomunitari con 65 anni d’età e che
hanno redditi inferiori ai limiti previsti dalla legge". Attualmente
costoro "ricevono un assegno sociale di 395,59 euro mensili che al
compimento di 70 anni diventano 580 euro mensili". A tutt’oggi –
secondo l’Oddii - si calcola siano stati erogati già più di 50 milioni
di euro. E gli automatismi non permettono di verificare se i percettori
di queste pensioni siano ancora sul territorio italiano.
Altra richiesta a
Berlusconi? La prelazione come diritto dell’assegnazione delle case
popolari agli italiani o con un sistema proporzionale di un rapporto di
75% agli italiani e 25% agli extracomunitari. "Il principio è già più che
equo – sostiene il presidente dell’Oddii - perché la popolazione
immigrata non supera il 10%. I parametri usati finora sono discriminatori
nei confronti degli italiani che non riescono più ad avere l’assegnazione
di una casa popolare per cui subiscono una forma di razzismo
socio-economico".
Caso simbolo Genova: signora
anziana, vedova sfrattata, con pensione al minimo, trova davanti a lei
938 assegnazioni delle quali 930 ad extracomunitari ed 8 a italiani.
Altro capitolo importante la
sicurezza: si chiede un’applicazione intelligente della Bossi Fini. Non
un’inutile durezza burocratica. Però ci devono essere dei principi da
tenere saldi: ad esempio "l’espulsione immediata degli immigrati che
commettono reati e coloro che vengono in Italia senza documenti che ne
certifichino la provenienza".
Poi si potrebbe studiare un "rinvio
al paese degli extracomunitari irregolari in carcere in Italia". Lo
slogan è "piuttosto paghiamo noi la loro carcerazione nei paesi
d’origine".
Infine "espulsione immediata di
quegli immigrati che vengono in Italia attraverso organizzazioni mafiose
e malavitose, alimentano il malaffare". L’ultimo riferimento, che farà
storcere il naso ai professionisti della solidarietà sulla pelle degli
altri, è di nuovo all’assegnazione delle case e alle graduatorie tra
poveri. Ma questa è una battaglia che chiunque voglia vincere le elezioni
non potrà accantonare in nome del politically correct.
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