|
Bruxelles - Per calcolare la
portata della gaffe diplomatica che il Gran Muftì del Belgio, al secolo
il sindaco socialista di Bruxelles, Freddy Thielemans, è riuscito a
combinare sbattendo al fresco sia pure per poche ore l'europarlamentare
della Lega Nord Mario Borghezio, basta semplicemente considerare che
persino Massimo D'Alema ha ritenuto opportuno inviare una nota di
protesta. Che è quasi come quando l'uomo morde il cane riuscire ad avere
la solidarietà della Farnesina quando si dimostra contro il fanatismo
islamico e la shar'ia in Europa.
Sia come sia, martedì sera gli italiani attravreso i telegiornali serali
hanno potuto capire che ormai anche Bruxelles è stata islamizzata se un
sindaco per paura della propria colonia di musulmani arriva a impedire
con la forza un'innocua manifestazione davanti al Parlamento europeo
usando metodi da Cile.
Ma per come la cosa si è svolta tutto fa pensare a una trappola. Almeno
questa è l'opinione della organizzatrice della delegazione italiana
Adriana Bolchini, che all'ultimo momento ha dato forfait preferendo
ripiegare su un sit in davanti al consolato belga di Milano
(*). Perché? Ce lo ha spiegato lei stessa: "Perché loro prima ci
hanno sconsigliato di venire, poi hanno parlato di motivi di opportunità
con la comunità islamica locale, poi hanno detto che non garantivano la
nostra sicurezza, poi ci hanno detto che non dovevamo reagire alle
provocazioni, poi ancora hanno minacciato di arrestarci, cosa che l'altro
ieri è puntualmente avvenuta, e infine nei giornali vicini al sindaco di
Bruxelles sono cominciati ad apparire titoli in cui noi venivamo indicati
come criminali...".
(*)Errata corrige: non davanti al
Consolato Belga, ma dentro il Parlamento Europeo e dentro la Commissione
Europea – entrambi negli uffici della Lombardia di Milano – Palazzo ex
Stelline in Corso Magenta 59. Ove sono stati accolti dai responsabili
delle delegazioni italiane.
|