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Quella manifestazione anti-jihadista a Bruxelles il
prossimo 11 settembre non s'ha da fare. Lo ha deciso il sindaco
socialista della capitale belga, Freddy Thielemans (subito
ribattezzato "il gran Muftì del Belgio" da quelli di “Stop islamisation
now”) per motivi di ordine pubblico. E questo nonostante il parere
favorevole della polizia locale e di quella nazionale, che erano state
allertate già un mese fa e si erano dichiarate capaci di mantenere sotto
controllo la situazione. Anche perché poi questa manifestazione sarebbe
sostanzialmente consistita nell'osservare un minuto di silenzio per le
vittime dell'11 settembre 2001 e nella consegna al parlamento europeo di
migliaia di firme contro la strisciante islamizzazione della vita europea
per inconfessabili motivi di frainteso politically correct.
Ma tant'è: gli europei ormai non sono più padroni a casa
loro neanche di manifestare. Magari se si fosse trattato di gente che
solidarizzava con i terroristi detenuti a Guantanamo una soluzione si
sarebbe trovata, ma per gente pericolosa come i danesi del Sioe (Stop
islamisation of Europe) Bruxelles sarà off limits. Commenta la
rappresentante italiana Adriana Bolchini, che ancora non ha perduto
le speranze di esserci insieme ai propri colleghi di Austria, Belgio,
Olanda, Svizzera, Inghilterra, Germania e Danimarca: "Vogliono silenziare
le voci delle persone, che ovunque in Europa si muovono contro l’islamizzazione.
Sia all'interno dell'Europa che in altri paesi dove questi signori
cercano di imporre la legge della Sharia ai cittadini europei. E non è
soltanto ai musulmani, che cercano di espandere l'Islam in Europa che i
cittadini stanno dicendo "basta". Le proteste sono dirette anche ai
nostri politici conniventi con gli islamisti per stabilire di nascosto la
legge della Sharia, che ormai si vede applicata in tantissime
manifestazioni della vita civile degli europei, dalla nascita alla
sepoltura".
Qualche esempio? Il Dott. Udo Ulfkotte (fondatore e
presidente dell’associazione senza scopo di lucro "Pax Europa") ha
detto: "Vediamo molto chiaro i risultati della pressione che l’islamizzazione
ha introdotto in Germania. La polizia e le Corti tedesche sono più
tolleranti verso i musulmani che verso i non musulmani. Una delle più
alte corti tedesche, cioè la Bundesgerichtshof - spiega Ulkflotte - ha
ridotto la condanna, per gli islamisti che pubblicamente rivendicano il
diritto di attuare la Jihad violenta in Europa e alcuni altri giudici
hanno seguito le leggi del Corano per casi di poligamia, che sarebbe
illegale in Germania, ma viene consentita ai musulmani che possono
arrivare a chiedere i benefici per le loro mogli e questo è
inaccettabile. "
"Per cercare di tenere tranquilli i musulmani - dice ancora il
rappresentante tedesco della manifestazione che Bruxelles vuole vietare -
la vita dei tedeschi ha subito cambiamenti, si è arrivati a rimuovere il
crocifisso cristiano dalle nostre istituzioni pubbliche e si sono già
separati i tempi e gli spazi nelle piscine pubbliche, che ovviamente sono
mantenute con le tasse dei non musulmani; infatti i musulmani tedeschi
richiedono che una parte degli spazi gli venga riservata, ma hanno
cacciato il gruppo religioso Bahai da un congresso inter-religioso perché
rifiutano di accettarli all'interno "del dialogo". Questo è inaccettabile
e sono i politici deboli che permettono queste ingiustizie".
È quanto afferma anche il rappresentante inglese di
Sioe, Stephen Gash: "Le pretese degli islamici sono diventate
ridicole così i non-musulmani politically correct che stanno nei governi
delle città e dei comuni credono che per permettere loro di essere
sepolti rivolti verso la Mecca e sedersi sulle toilette con le spalle
alla Mecca, si debbano costruire nuovi cimiteri e nuove case, per
conformarsi alle ragioni degli islamici e della loro sensibilità
musulmane." "Allo stesso tempo - spiega Gash - si vietano i giocattoli di
maialini e non si mettono più negli uffici le luci di Natale, che ora
debbono essere denominate: "luci del Festival dell’inverno", sempre per
non offendere i musulmani."
Per dire basta a tutto
questo grottesco stato di cose e ad altre circostanze anche più gravi -
come il caso di Hina Salem in Italia e quello di giudici che invece che
la legge italiana applicano la Sharia dicendo che l'abuso di mezzi di
correzione mediante percosse ai danni delle figlie femmine che non
osservano gli usi religiosi della famiglia islamica non è sanzionabile -
era stata indetta questa manifestazione. Però un sindaco socialista belga
ci si è messo di mezzo. Per paura che i cittadini islamisti della sua
città gliela mettano a ferro e fuoco. Chissà, forse se si fosse trattato
di una parata per celebrare la festa dell'amore pedofilo tutti questi
problemi non se li sarebbe fatti.
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