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Da oggi sappiamo che il Belgio è terra off limits per chi
vuole dimostrare contro la strisciante islamizzazione d'Europa. Magari si
potrà sfilare per l'orgoglio pedofilo, di certo non l'11 settembre per
scandire gli slogan che furono coniati da Oriana Fallaci e prima di lei
da Bat Yeor.
La manifestazione organizzata per protestare contro la
shar'ia in Europa è andata come era largamente prevedibile: il sindaco di
Bruxelles Freddy Thielemans invece che proteggere i manifestanti contro
il terrorismo islamico e l'islamizzazione dell'Europa dai facinorosi di
Allah ha preferito farli arrestare tutti in blocco, compreso l'europarlamentare
Mario Borghezio della Lega Nord. E questo per evitare di avere problemi
con i rappresentanti più che fanatici della propria comunità musulmana
locale. Unico loro reato, nel giorno dell'11 settembre 2007, sesto
anniversario della strage organizzata da Bin Laden alle Torri gemelle,
quello di avere esposto cartelli con su scritto "No Eurabia". Tra i
fermati oltre all'eurodeputato leghista Mario Borghezio, figurano anche
il presidente dell'ultra destra fiamminga 'Vlaams Belang', Frank Vanhecke,
e il capofila al Parlamento fiamminga dello stesso partito, Filip
Dewinter.
La manifestazione era stata organizzata dalla sigla "Stop
the islamization in Europe" (Sioe), con un appello, lanciato
dall'associazione di origine danese, subito raccolto da molti altri
gruppi politici e associazioni non islamically correct di
europarlamentari come l'inglese Gerard Batten (Uk indipendence party) o
la Lega Nord in Italia, ma anche il gruppo fiammingo di estrema destra
Voorpost. Ed è proprio tra le file di questo gruppo di militanti della
destra fiamminga che sono cominciati stamani i fermi della polizia.
Insomma ancora una volta nel cuore dell'Europa c'è stato un
capovolgimento valoriale tale da far sì che i cittadini del Belgio
abbiano scelto di stare dalla parte degli assassini di Theo van Gogh
piuttosto che da quella di chi scandiva gli stessi slogan presenti nei
libri di Oriana Fallaci.
Nei giorni scorsi c'erano state pesanti avvisaglie che
sarebbe potuto accadere proprio ciò che è accaduto e infatti alcune
associazioni di cittadini avevano preferito rinunciare all'appuntamento
per paura di venire coinvolte in scontri di piazza. Ma mai e poi mai l'europarlamentare
della Lega Nord Borghezio poteva immaginarsi di venire trattato come un
delinquente solo perchè aveva osato manifestare, sia pure contro la
volontà del sindaco di Bruxelles. Che sui siti degli organizzatori
dell'evento è stato non a caso ribattezzato "il Gran muftì del Belgio".
Scopo della manifestazione era quello di presentare una
petizione al Parlamento europeo contro le leggi europee possibiliste
sulla Shar'ia (ci sono state applicazioni ambigue in Germania, Danimarca
e anche in Italia del diritto civile in materia di poligamia e di quello
penale in materia di percosse a mogli e figli) e anche per permettere, in
futuro, che simili manifestazioni abbiano luogo sul territorio europeo.
La manifestazione, infatti, era stata dichiarata preventivamente
illegale dalle autorità amministative di Bruxelles.
"Le leggi dell'Ue ci danno la libertà di parola - ha però
ieri affermato Stephen Gash, fondatore di Sioe in Inghilterra - noi
vogliamo solo manifestare pacificamente, davanti all'europarlamento, il
nostro pensiero".
Borghezio raggiunto al telefonino dalle agenzie mentre era
in cella di isolamento nel tribuinale di Bruxelles ha affermato che "la
polizia è andata giù pesante sia con me sia con gli eurodeputati
fiamminghi e francesi che sono stati fermati insieme a me anche dentro il
bus su cui ci hanno caricato".
Il prossimo appuntamento l'associazione contro l'islamizzazione
d'Europa lo ha già fissato a Marsiglia, a data da destinarsi, per tornare
a protestare contro la shar'ia e il diffondersi violento dell'islam in
Europa.
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