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OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE

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STOP AI DELITTI D'ONORE - BASTA PERDONARE

25 Marzo 2009

 

L’osservatorio Del Diritto Italiano e Internazionale,  con il supporto del magazine on line Lisistrata ha messo in rete una petizione in favore del  diritto alla vita. La petizione possiede anche una valenza di civiltà e di rispetto nei confronti delle donne, che subiscono in gran parte del mondo la misoginia criminale e maschilista degli uomini che si arrogano il diritto di decidere chi deve vivere e chi deve morire, come se fossero padroni assoluti della vita altrui.

In gran parte del mondo si consumano ogni giorno delitti orrendi che basano la propria legittimità sul culto della morte, sull'odio e sulla vendetta, in totale assenza di valori esaltanti la gioia, la vita, la comprensione delle differenze  e l'accettazione della libertà altrui, di decidere della propria esistenza.

 

Scegli il banner da mettere nel tuo sito e collegato a http://www.oddii.org

la petizione è stata conclusa.

 

 

Premessa:
Questa petizione è realizzata per essere consegnata al Governo Italiano, affinche'; si faccia carico in ambito internazionale di promuovere iniziative volte a interrompere questa aberrante pratica, frutto di un retaggio tribale, che attualmente e' in uso in molte culture, in particolare le islamiche e che sta tornando ad affacciarsi anche nel nostro Paese, che gia' era stato affetto da tale orrenda pratica.
Questo e' il motivo per cui la petizione parte dal suolo nazionale, per estendersi verso il resto del mondo ove il delitto d'onore e' una pratica molto in uso.

Il delitto d'onore rappresenta di fatto una condanna a morte, comminata solo in base ad una scelta misogina e sessista, che alcune societa' umane e i relativi Governi appoggiano poiche', nella quasi totalità dei casi, viene inflitto a giovani donne, non per reati, ma per un supposto ''adulterio'' o per il rifiuto di sposare uomini scelti dalle famiglie, o peggio ancora per essersi innamorate di uomini non graditi alle famiglie per molti motivi, fra i quali troppo spesso per motivi religiosi.

Il delitto d'onore rappresenta una logica mostruosa che nega i diritti civili alle persone riducendole a mere proprietà altrui. E' una barbarie che deve essere assolutamente interrotta e le Societa' umane che si ritengono ''civili'' hanno il dovere di mettere in pratica tutte le azioni possibili, compreso l'interrompere i rapporti diplomatici con i Paesi nei quali i diritti umani, come il rispetto alla vita e alla liberta' individuale, non sono rispettati.  A.B.G.

 

 

L'O.D.D.I.I. Osservatorio del Diritto Italiano e Internazionale, con l'appoggio di LISISTRATA magazine on line, propongono con una semplice firma quanto segue, da applicare a coloro che portano a compimento un delitto di onore e quando la raccolta firme avra' una certa consistenza numerica, verra' inoltrata al Governo Italiano affinche' si sensibilizzi verso uno dei crimini piu' orrendi che certi uomini commettono e sappia mettere a punto una nuova legge che non lasci alcun dubbio sul fatto che chi commette delitto di onore non sara' mai perdonato:

 

1 - I cittadini di origine italiana e italiani di nascita e di tradizione, indipendentemente dal loro stato socio economico e dalla loro fede, qualora portassero a termine un cosi' bieco delitto, debbono sapere che la punizione sara' commisurata alla gravita' dello stesso che si puo' considerare saldato solo con il carcere a vita, senza attenuante alcuna e senza regimi carcerari premianti o impiego durante la detenzione in compiti che mettano i condannati in comunicazione con il mondo esterno, come accaduto troppo spesso in questi anni.
Proibito per loro anche il pubblicare libri e rilasciare interviste, in quanto non deve esistere occasione alcuna che permetta loro di diventare eroi e di sfruttare la malvagita' che li ha visti protagonisti.

 

2 - I cittadini naturalizzati italiani, ma di origine straniera, indipendentemente dalla loro religione o etnia di provenienza ed indipendentemente che eseguano una usanza tribale o pretendano di essere in regime di rispetto per la propria religione, per un cosi' bieco delitto debbono essere puniti in modo che la punizione sia commisurata alla gravita' dello stesso, che deve anche tenere in considerazione che un immigrato a cui e' stata riconosciuta la nazionalita', non si e' integrato con gli usi che ha trovato sul territorio e non ha rispettato la Carta costituzionale, cosi' come non ha rispettato le leggi italiane. Per tutti questi motivi il suo delitto assume una valenza aggravata da tale inosservanza di regole che nesuno puo' avere la pretesa di cambiare piegandole ai costumi del Paese dal quale proviene.
Per chi si troverà a compiere un tale misfatto, il processo e la condanna dovranno contemplare almeno 30 anni di carcere, con i presupposti di cui al punto 1.
Deve essere immediatamente revocata la nazionalita' e confiscati tutti i beni e le proprieta' accumulate sul territorio ed infine, dopo aver scontato la pena in carcere, deve essere rimandato al Paese da cui proviene.

 

3 - Ai cittadini immigrati non ancora naturalizzati italiani, conseguentemente privi della nazionalita' e indipendentemente dalla loro religione o etnia di provenienza e, sia che seguano usi tribali o credano di rispettare la propria religione, la punizione per tale bieco delitto deve essere commisurata alla gravita' nella stessa misura di quanto descritto al punto 2.
E' importante che il processo venga celebrato subito, senza attenuanti e che la relativa condanna preveda, come al punto 2, il carcere e la relativa espulsione.
E' evidente che chi commette un delitto cosi' crudele, non ha alcuna intenzione di integrarsi con la popolazione nativa e tale comportamento rende necessario il rifiuto totale di chi ha pensato di poter applicare in casa di altri le proprie usanze tribali o religiose.
Inoltre, per i casi relativi i punti 2 e 3, la carcerazione potrebbe essere portata a termine non in Italia, ma nei Paesi di provenienza degli assassini, previo accordi con i governi locali, affinche' diano seguito alla condanna ricevuta nel Paese in cui hanno portato a compimento il loro efferato delitto e dal quale sono stati condannati e cacciati con ignominia, da criminali quali sono.

 

Adriana Bolchini Gaigher

presidente nazionale