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OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE

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STOP AI DELITTI D'ONORE - BASTA PERDONARE

13 Marzo 2009

 

L’osservatorio Del Diritto Italiano e Internazionale,  con il supporto del magazine on line Lisistrata ha messo in rete una petizione in favore del  diritto alla vita. La petizione possiede anche una valenza di civiltà e di rispetto nei confronti delle donne, che subiscono in gran parte del mondo la misoginia criminale e maschilista degli uomini che si arrogano il diritto di decidere chi deve vivere e chi deve morire, come se fossero padroni assoluti della vita altrui.

In gran parte del mondo si consumano ogni giorno delitti orrendi che basano la propria legittimità sul culto della morte, sull'odio e sulla vendetta, in totale assenza di valori esaltanti la gioia, la vita, la comprensione delle differenze  e l'accettazione della libertà altrui, di decidere della propria esistenza.

 

LA PETIZIONE E' STATA CONCLUSA

 

Pamela Geller del sito Atlasshrugs, pubblica una discreta galleria degli orrori, ove potete vedere alcune delle ultime vittime dei delitti d’onore di origine islamica e ovviamente sono tutte donne, tutte donne assassinate dalla misoginia islamica che viene catalogata come “delitto d’onore”.
 

Cosa ci sarà mai di onorevole nell’assassinare una donna indifesa, per il semplice fatto di aver rifiutato un matrimonio combinato, di essersi scelta il proprio amore o di aver chiesto il divorzio.
Che onore può esserci nel peggiore e nel più definitivo degli atti che un uomo possa compiere?


Davanti alla morte non c’è rimedio è qualcosa di assolutamente irrimediabile e un tale efferato delitto, merita di essere condannato in egual maniera e nessuno parli di giustizia giusta, poiché è necessario estirpare una mala pianta, troppo tollerata e guardata con comprensione e per farlo occorre una giustizia esemplare.

Chi uccide altri esseri umani con tanta facilità, soprattutto se assassina qualcuno verso cui avrebbe dei dovere, come minimo di rispetto se non addirittura doveri di protezione, come quelli dei genitori nei confronti dei figli o dei fratelli verso le sorelle, poiché sono delitti che vengono svolti con maggior facilità nel momento in cui la vittima viveva già sotto un regime d’oppressione e di terrore che l’ha messa nella condizione di non potersi difendere.

Sono delitti nei quali spesso chi uccide è solo la lunga mano di un delitto commesso dalla sua collettività, che si vanta di onore e porta a compimento azioni che di onorevole non hanno proprio nulla da insegnare, semmai hanno tutto da imparare da quell’occidente nel cui piatto mangiano e nel cui piatto sputano vergognose calunnie e infamie recando dentro il cuore della civiltà occidentale che li ha accolti i propri retaggi tribali da cavernicoli sanguinari.

Propongo la pena di morte per coloro che portano a termine delitti d’onore. Propongo di chiedere ai governi occidentali di dare a questi portatori di sharia’h ciò che desiderano: la shari’ah e cioè occhio per occhio e dente per dente. Vita per vita. Nulla di meno, nulla di più.

Così potranno definirsi contenti poiché avranno realizzato il loro desiderio di finire nel Paradiso di Allah fra i martiri a godere delle dolcezze loro concesse dalla legge che pretendono di applicare indiscriminatamente sulle vite di persone che non sono di loro proprietà, anche se lo rivendicano.

Ma dato che in occidente la pena di morte non è più consentita a causa di un certo modo di intendere la civiltà, allora propongo che tutti i governi europei si accordino per stabilire un altro tipo di punizione e nel suggerirla, mi riferisco direttamente all’Italia, e farò avere questa proposta al nostro governo, nonché alla UE, che mi auguro la voglia trasmettere ai governi europei, anche se so già di parlare con gente sorda, cieca e incapace di dare corpo alle parole alle quali hanno dato fiato prima delle elezioni, poiché ormai vige una sola regola: il relativismo dovuto ai propri ed egoistici interessi portati a termine sulla pelle delle vittime.

Adriana Bolchini Gaigher

presidente nazionale

 

 

A: Il Governo Italiano

 

LìO.D.D.I.I. Osservatorio del Diritto Italiano e Internazionale, appoggiato da LISISTRATA magazine on line, propongono con una semplice firma quanto segue, da applicare a coloro che portano a compimento un delitto di onore, e quando la raccolta firme avra' una certa consistenza numerica, verra' inoltrata al Governo Italiano affinche' si sensibilizzi verso uno dei crimini piu' orrendi che certi uomini commettono e sappia mettere a punto una nuova legge che non lasci alcun dubbio sul fatto che chi commette delitto di onore non sara' mai perdonato:

1 - I cittadini di origine italiana e italiani di nascita e di tradizione, indipendentemente dal loro stato socio economico e dalla loro fede, qualora portassero a termine un cosi' bieco delitto, debbono sapere che la punizione sara' commisurata alla gravita' dello stesso che si puo' considerare saldato solo con il carcere a vita, senza attenuante alcuna e senza regimi carcerari premianti o impiego durante la detenzione in compiti che mettano i condannati in comunicazione con il mondo esterno, come accaduto troppo spesso in questi anni.
Proibito per loro anche il pubblicare libri, rilasciare interviste, in quanto non deve esistere occasione alcuna che permetta loro di diventare eroi e di sfruttare la malvagita' che li ha visti protagonisti.

2 - I cittadini naturalizzati italiani ma di origine straniera, indipendentemente dalla loro religione o etnia di provenienza ed indipendentemente che eseguano una usanza tribale o pretendano di essere in regime di rispetto per la propria religione, per un cosi' bieco delitto debbono essere puniti in modo che la punizione sia commisurata alla gravita' dello stesso, che deve anche tenere in considerazione che un immigrato a cui e' stata riconosciuta la nazionalita', non si e' integrato con gli usi che ha trovato sul territorio. Non ha rispettato la Carta costituzionale, cosi' come non ha rispettato le leggi italiane e per tutti questi motivi il suo delitto assume una valenza aggravata da tale inosservanza di regole che non puo' avere la pretesa di cambiare piegandole ai costumi del Paese dal quale proviene.
Per colui o coloro che si troveranno a produrre un tale misfatto, il processo e la condanna dovranno contemplare almeno 30 anni di carcere, con i presupposti di cui al punto 1. Gli deve essere immediatamente revocata la nazionalita' e confiscati tutti i beni e le proprieta' accumulate sul territorio ed infine, dopo aver scontato la pena in carcere, deve essere rimandato al Paese da cui proviene.

3 - Ai cittadini immigrati non ancora naturalizzati italiani, conseguentemente privi della nazionalita' e indipendentemente dalla loro religione o etnia di provenienza e sia che seguano usi tribali o credano di rispettare la propria religione, la punizione per tale bieco delitto deve essere commisurata alla gravita' nella stessa misura di quanto descritto al punto 2. E' importante che il processo venga celebrato subito, senza attenuanti e la relativa condanna preveda, come al punto 2 il carcere e la relativa espulsione. E' evidente che chi commette un delitto cosi' crudele, non ha alcuna intenzione di integrarsi con la popolazione nativa e tale comportamento rende necessario il rifiuto totale di chi ha pensato di poter applicare in casa di altri le proprie usanze tribali o religiose.

Inoltre, per i casi relativi i punti 2 e 3, la carcerazione potrebbe essere portata a termine non in Italia, ma nei Paesi di provenienza degli assassini, previo accordi con i governi locali, affinche' diano seguito alla condanna ricevuta nel Paese in cui hanno portato a compimento il loro efferato delitto e dal quale sono stati condannati e cacciati con ignominia, da criminali quali sono.

 

Adriana Bolchini Gaigher

presidente nazionale