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La Conferenza delle N.U. sulla revisione del protocollo di
Durban deve essere assolutamente boicottata.
di Nasrin Amirsedghi
Nel 1990, la “Dichiarazione
del Cairo sui Diritti Umani nell’Islam” adottata dall’Organizzazione del
Consiglio Islamico, ha istituito la Sharia come unico fondamento dei
“Diritti Umani”.
“La terza Conferenza Internazionale sulla Discriminazione delle N.U.,
tenutasi nel Settembre del 2001 nella città di Durban in Sud Africa, ha
amplificato il trend: Queste Conferenze si sono rivelate come dei
devastanti tribunali dell’inquisizione e diretti contro ogni democrazia,
le illimitate libertà personali, la libertà di opinione, le libertà
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di stampa, delle arti e dei
diritti umani in generale. Tutte le precedenti convenzioni sui diritti
umani sono state ribaltate in favore del Cairo e di Durban, al razzismo
è stata data una nuova definizione.
La Conferenza di Durban ha stabilito che Israele non è soltanto uno Stato
in cui vige l’apartheid, ma anche la reincarnazione del Social
Nazionalismo, persino il Mein Kampf di Hitler era venduto apertamente
durante la Conferenza: una stortura storica e ironica, un vero incubo! iL
SEGUITO
QUI SU LISISTRATA
In questa pagina trovate i nomi di chi ha organizzato il boicottaggio
In quest'altra coloro che vi hanno aderito partecipando fattivamente
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Nel 2001
si è tenuta a Durban la Conferenza "contro il razzismo", che aveva per
obiettivo il riconoscimento dei crimini legati alla Schiavitù e al
Colonialismo.
Programma della Conferenza: pentimento delle antiche potenze imperiali, e
accellerazione del dialogo pacificatorio fra diverse culture, come pure
accettazione dei diversi usi e costumi. Era l'intera umanità che, attraverso
questa Conferenza voleva guardare in faccia alla propria Storia e non
commettere più gli errori del passato.
Ma questa bella intenzione è presto degenerata in un un'inflazione del
vittimismo verso le Organizzazioni Non Governative israeliane, e verso gli
ebrei in generale, che sono stati quasi linciati. La volontà di guarire le
ferite del passato e quella di elaborare delle nuove norme in materia dei
Diritti dell'Uomo, sull'esempio di quanto accaduto presso l'OMC e il FMI,
sono state cancellate dal trambusto generato dagli attentati dell'11
settembre, avvenuti qualche giorno dopo la Conferenza.
Ferite aperte, conflitti amplificati, e "Durban I" diventa un'arena in cui la
gente si scontra verbalmente, e questo a dispetto di quanto voluto dai suoi
ideatori. Il 31 agosto 2001 Kofi Annan aveva detto che "le vittime chiedono
giustizia attraverso i loro discendenti", cosa che suona più come desiderio
di vendetta che come desiderio di riappacificazione. I Delegati, e
precisamente quelli del mondo arabo-islamico, supportano il tono e, a fianco
dei colleghi africani, trasformano la Conferenza in una "rivincita
Terzomondista". L'Occidente votato ai genocidi per natura, deve riconoscere i
suoi crimini, chiedere perdono e pagare delle penalità simboliche e
finanziarie ai vecchi popoli dominati. La collera sale, attizzata dalle
immagini di repressione della seconda Intifada, portata avanti da Tsahal.
Si denuncia senza contegno il Sionismo, forma contemporanea di Nazismo e di
Apartheid, e pure la "ferocia bianca", che ha prodotto degli "olocausti
multipli, fra cui la Tratta negriera, lo Schiavismo e il Colonialismo in
Africa". Israele deve sparire, i suoi dirigenti devono essere giudicati da un
Tribunale Penale Internazionale simile a quello di Norimberga. Questo provoca
dei concorrenti in vittimismo: le Organizzazioni Non Governative esigono che
la Tratta venga riconosciuta come genocidio, e che le vittime ricevano
indennizzi pari a quelli ricevuti dagli ebrei dalla Germania del dopo-Guerra.
Circolano caricature anti-semite e delle copie del Mein Kampf, assieme a
quelle dei Saggi di Sion. Sotto una foto di Hitler una scritta dice che se
avesse vinto, Israele non sarebbe mai esistito, e che il sangue palestinese
non sarebbe mai stato versato. Dei Delegati vengono minacciati fisicamente, e
si chiede pubblicamente la morte degli ebrei. La sceneggiata raggiunge il
culmine quando il Ministro di Giustizia sudanese, Ali Mohamed Osmar Yasin
chiede degli indennizzi per la Schiavitù, proprio mentre il suo Paese la
pratica ancora senza alcun pudore. È come se un cannibale difendesse il
vegetarianesimo, oppure Attila inventasse il Premio Nobel per la Pace.
Si pensava che questa triste commedia avrebbe generato delle riflessioni in
seno all'ONU, il quale non avrebbe mai più ripetuto un simile Incontro. Ma
non si è tenuto conto dei dittatori e fondamentalisti che hanno trasformato
l'ONU in una rampa di lancio per le loro rivendicazioni. Per l'anno 2009, è
prevista infatti un'altra Conferenza, che sarà una replica della prima.
Da sei anni, i Rapporti e i Progetti si moltiplicano, e lasciano presagire il
peggio. Il 14 settembre 2007, alle Nazioni Unite di Ginevra, Doudou Diène,
portavoce attuale delle "forme di razzismo contemporanee", dice che dall'11
settembre 2001 l'Occidente promuove delle forme sornione di islamofobia, che
è una forma di razzismo, pari a quella esistente agli albori delle relazioni
fra Islam e Cristianità, e meglio a quella esistente durante le Crociate e la
Reconquista spagnola. Tien conto anche dell'anti-semitismo, della
cristianofobia e altre forme di discriminazione religiosa (verso Induismo,
Buddhismo, Sincretismi, ...), ma la sua attenzione si focalizza sul "razzismo
anti-islamico". Ovunque, dall'Europa agli Stati Uniti, gli intellettuali e i
politici nutrirebbero tutta una serie di risentimenti verso la religione del
Profeta.
E peggio: il principio di Laicità, così come difeso dalla Francia con "il
divieto di segni religiosi ostentati nella scuola pubblica", e
dall'Inghilterra con "la minaccia di divieto del burka negli spazi pubblici",
e qualsiasi "dichiarazione che stigmatizzi il velo o il burka", sono
rivelatori d'intolleranza. Doudou Diène nega che "la Laicità abbia condotto
ad un'analisi critica del Credo religioso". Dice che l'approcio "secolare e
dogmatico" è utilizzato per "manipolare la Libertà di Religione". Non è
sorprendente, secondo lui, che l'Occidente "pilastro dello Schiavismo e del
Colonialismo" sia la rampa di lancio di una "Campagna denigratoria
sistematica contro gli intellettuali islamici" (pensa soprattutto a Tariq
Ramadan), e riprende un termine caro a Samuel Hunttigton, parlando di
"scontro di Civiltà".
Quanto alle persecuzioni di cui sono vittime le minoranze cristiane in
Oriente, in Africa o in India, secondo lui sono la sfortunata conseguenza del
proselitismo dei gruppi evangelici nord-americani, che fanno pagare la loro
bigotteria ai loro correligionari. In breve, ogni critica al Dogma, ogni
rimessa in questione della Credenza religiosa dovrebbe, secondo Doudou Diène,
essere assimilata ad un insulto razzista, il quale deve essere sanzionato!
Gesù, Mosè, Mohammad, Buddha, Confucio, diventano così delle icone
intoccabili davanti alle quali qualsiasi attacco diventa un crimine
sanzionabile. A quanto la reintroduzione del Delitto di blasfemia, degno
dell'antico Regime, chiesto dagli integralisti dei tre Monosteismi?
Nessuna meraviglia che questo approccio sia sostenuto dall'Organizzazione
della Conferenza Islamica e dalla maggioranza dei Paesi del Movimento dei Non
Allineati, fra i quali le Democrazie si contano sulle dita di una mano.
Doudou Diène si guarda bene dal criticare i Regimi autoritari d'Asia, Africa
o America Latina; egli riserva le sue frecce solo alle nazioni d'Europa e
dell'America del Nord, accusate di fomentare dei veri "pogroms" contro le
minoranze. Non ci si meraviglia di sapere che, ad aprile 2007, l'Iran è stato
eletto Vice-presidente e la Siria Portavoce della Commissione per il Disarmo.
Tutto questo sembrerebbe uno scherzo, ma invece è tragicamente reale!
In breve, il concetto di "anti-razzismo" è diventato, in seno all'ONU, l'arma
dei Movimenti totalitari che lo usano a loro profitto. Le note Dittature o
Semi-dittature (come Libia, Pakistan, Iran, Arabia Saudita, Algeria, Cuba,
Venezuela, ...) si appropriano del linguaggio democratico, strumentalizzano
le norme giuridiche per ritorcerle contro le Democrazie, e non si rimettono
mai in questione. Una Nuova Inquisizione si sta realizzando, la quale
"bandisce ogni diffamazione della Religione", per impedire qualsiasi esame
della propria Fede, in modo particolare in Terra islamica, proprio nel
momento in cui milioni di islamici, soprattutto in Europa, anelano
all'emancipazione dalla bigotteria e dall'integralismo islamici. Ribaltamento
dei Valori: l'"anti-razzismo" brandito dai despoti è messo al servizio
dell'Oscurantismo e della Discriminazione verso la donna. Serve a
giustificare ciò che si è cercato di combattere: l'oppressione, i pregiudizi,
l'inuguaglianza.
L'ONU diventa, nelle mani di queste Lobbyes fortemente organizzate, uno
strumento di regressione internazionale, benché fosse stato creato per
promuovere i Diritti, la Pace e la Dignità umana.
Davanti a questa buffonata annunciata, la Francia e l'Europa hanno una chiara
reazione: il boicottaggio. Cosa già fatta dal Canada. Forse bisognerà pensare
a sciogliere la Commissione per i Diritti Umani, oppure ammettervi soltanto i
Paesi che sono veramente democratici.
Non è
più tollerabile che nell'anno 2009, come negli anni Trenta, gli unici Regimi
che rispettano il Diritto, il Multipartitismo, la Libertà d'Opinione e
d'Espressione, siano mandati davanti al Tribunale della Storia, da parte di
Lobbies di fanatici e di tiranni.
Adriana
Bolchini Gaigher
presidente nazionale

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