DOVE SONO SOLIDARIETA’ NAZIONALE E DIRITTI UMANI?

bancarotta dell’Europa

  Nell’intervento di Pier Luigi Priori sulla finanza, tutto videoregistrato e pubblicato in questa pagina: http://www.lisistrata.com/cgi-bin/lisistrata3/index.cgi?action=viewnews&id=1325 viene spiegata chiaramente la motivazione dell’enorme debito pubblico che l’Italia ha accumulato e che è passato dal 20% circa prima dell’entrata dell’euro al 120% di oggi. Percentuale che è partita con una rapidità spaventosa e ha moltiplicato in modo esponenziale il debito dopo l’avvento dell’euro. Motivo per il quale anche la disoccupazione e le problematiche connesse alle pensioni, gli stipendi e quanto coinvolge l’economia è certamente uno dei peggiori momenti di crisi mondiale che l’Italia ha attraversato.Tutto questo trova una delle sue maggiori cause nel fatto che alcuni potentati finanziari stanno giocando sulla pelle dei popoli facendo in modo di far salire e scendere il mercato per il proprio profitto, indipendentemente che questo rappresenti la fine dell’economia di un Popolo e la sua distruzione per fame.

Detto questo, quando un Paese è attaccato da un nemico esterno, chi governa e le opposizioni, sopendono le loro ostilità, accantonando dispute partitiche e politiche e le solite meschinità campanilistiche a favore del bene comune, dei diritti dei cittadini e della nazione intera e assieme fronteggiano il nemico, perché divisi si perde uniti la forza aumenta e per evitare che la nostra economia vada copletamente distrutta ogni forza, ogni intelligenza ed ogni strategia va studiata, concertate ed attuate.

Come lo sappiamo noi, hanno il dovere di saperlo i politici: l’Italia non possiede risorse naturali,non ha gas, ne petrolio, uranio nemmeno a parlarne e le pietre preziose provengono da altri Paesi e a noi cosa resta? Resta il tesoro delle bellezze naturali che fanno del nostro Paese una meraviglia. Resta la sua gente con le sue particolarità che hanno bisogno di essere stimolate: la capacità creativa ed inventiva del popolo italiano che eccelle nell’arte, nella moda, nella gastronomia, nella capacità di adeguarsi e sopravvivere con l’ingegno nelle emergenze e di rimettersi ogni volta in gioco anche per aiutare gli altri.

Ma l’Italia è anche un Paese alluvionale, con fenomeni non propriamente positivi per il territorio, dai vulcani terremoti che periodicamente fanno sentire la loro voce tonante, che sommati alla carenze economiche e organizzative, rappresentano un vero gap nei confronti di economie e Paesi più floridi.

Ora se il nostro presidente del consiglio non avesse deposto le armi della lotta, che dopo la statuetta in faccia, sembra avere perduto la sua grinta, si sarebbe accorto che avrebbe dovuto indire una riunione non solo con i suoi ministri e i suoi parlamentari, ma con le dirigenze e le intelligenze che stanno nelle opposizioni e le tante intelligenze che non fanno politica attiva, ma posseggono qualità inestimabili e assieme a loro, avrebbe potuto concordare un piano di difesa nazionale dalla speculazione delle sanguisughe che ci stanno prosciugando delle nostre poche risorse.

Per ottenere un risultato ottimale, avrebbe dovuto sacrificarsi e nominare, in accordo con gli altri una persona che prendesse il suo posto di presidente del consiglio, magari anche un suo ministro, che avesse dato prova di capacità e senza andare troppo lontano, forse era anche il momento che si accorgesse dei suoi alleati più fedeli e magari scegliesse il ministro Maroni, ottenendo l’appoggio incondizionato della Lega. Poi avrebbe dovuto affidare alcuni ministeri importanti fra i quali l’economia, gli esteri e la difesa, ad altri in modo da organizzare una task force ideale a far contenti tutti e a mettere da parte per un po’ i contrasti interni concentrandosi sulla difesa nazionale.

Anche qui mi permetto di fare dei nomi e non cito persone che mi piacciono, ma ne riconosco alcune qualità: Di Pietro poteva andare bene alla difesa, visto i suoi rapporti con magistratura e forze armate, Renzi (sindaco di Firenze, emergente e intelligente politico del PD poteva servire al ministero dell’economia o altro è indifferente, ma a questo punto si poteva far tornare in campo Casini, e persino il delfino di Fini poteva lasciare il suo posto e occuparsi magari di un ministero, ecc… ecc….

E l’opposizione? Beh l’opposizione aveva il dovere di sospendere le ostilità interne per un certo periodo e chiedere senza pregiudiziali a Berlusconi di sedersi a un tavolo per risolvere insieme la questione della difesa nazionale. Certo che non può chiedere di partecipare, ne imporre un governo tecnico recitando il solito ritornello “Berlusconi prima si deve dimettere” che probabilmente è passato dal tormentone del PD al tormentone di tutte le opposizioni che si sono fatte trascinare in una campagna d’odio e di delegittimazione inaccettabile per noi elettori che, giusto o sbagliato, abbiamo fatto le nostre scelte e abbiamo il diritto di vederle rispettate.

Insieme le due parti normalmente litiganti, potevano costituire un governo ad interim di “difesa nazionale” e con esso studiare una nuova strategia di attacco contro gli speculatori e affrontare in modo diverso la UE che non ha nessun tipo di sensibilità verso i Paesi dell’euro zona, non condividendo nulla sul piano politico e sociale, ma suggestionata dalla BCE e dal Consiglio della UE a capo del quale vi è van Rumpty un presidente non eletto dai Paesi che fanno parte della UE, ma con poteri illimitati e svincolato da qualsiasi controllo dei Paesi membri.

Secondo il mio modesto parere la strategia comune doveva essere questa:

– contattare i governi dei Paesi in affanno come il nostro: Grecia, Irlanda, Spagna e insieme combattere contro lo strapotere di Germania e Francia obbligando la UE a cambiare registro, rimettendo in discussione tutto a partire dall’Euro, oppure tutti insieme si poteva cominciare a demolire questa organizzazione criminale che è la UE oggi, che non risponde al sogno europeo nato a Roma nel 1957 http://www.lisistrata.com/cgi-bin/lisistrata3/index.cgi?action=viewnews&id=760 e conclusosi con un trattato che ci ha condannato alla perdita della sovranità nazionale, spianando la strada alla nostra disfatta.

E’ chiedere troppo a chi vive sopra le nuvolette avvolto dai privilegi che noi tutti deficenti gli concediamo, se pretendiamo che si guadagnino questi privilegi? Se tutto va bene con questa classe politica siamo rovinati.

Adriana Bolchini
presidente nazionale O.D.D.I.I.

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