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OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE

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Per la Tunisia e la Farnesina, siamo diventati dhimmi?

10 settembre 2011

 

 

Oggi, come avevamo programmato, abbiamo realizzato il sit-in in favore del ritorno di Martina, bimba italiana di poco più di 2 anni, rapita dal padre Hassen Abdeljeliltunisino, ex compagno di Marzia Tolomeo,( madre della piccola)  e fatta emigrare con un inganno che gli ha permesso di rapire la figlia portandola in Tunisia, nonostante la sentenza del tribunale,  che in attesa di giudizio definitivo, era affidata presso il domicilio della madre e il permesso di visita al padre per 2 sere la settimana.

 

Tanto è bastato al tunisino, che con un bliz ferino, l'ha rapita lasciando nella disperazione la madre e i nonni.

 

visita galleria d'immagini del sit-it

 

Hassen Abdeljelil, che da 7 anni viveva in Italia come immigrato irregolare, (senza permesso di soggiorno) ha dimostrato di disprezzare il Paese che gli aveva aperto le porte e ha portato a termine  un'azione che trova la sua ispirazione nella  shari'a, la legge islamica fondamentalista, che non tiene in nessun conto i diritti umani, in quanto nessun Paese islamico ha sottoscritto la dichiarazione universale dei diritti umani.

 

E' gravissimo è  il fatto che una cittadina italiana, per giunta minore, abbia dovuto subire la violazione dei suoi diritti, che sono primari, poiché la bimba è stata rapita in territorio italiano e fatta emigrare attraverso documenti, che per quanto riguarda le leggi italiane sono stati realizzati in spregio alla sovranità nazionale italiana e all'ordine preciso di un Tribunale italiano, che vietava ad entrambi i genitori di portare la bimba oltre frontiera, fino alla sentenza definitiva, che era programmata fra pochi giorni (il 20 settembre)  

 

Marzia Tolomeo, coraggiosa come solo una madre sa essere, si è attivata subito e ha preso contatto con le autorità italiane come il ministro degli esteri Frattini e il presidente della Repubblica Napolitano, ricevendo in cambio uno sberleffo incomprensibile della serie "taci e incassa" ma scritto su carta patinata, con molta signorilità, firma rigorosamente certificata, ricorrendo all'abuso di quella schifezza ultra-chic  che si chiama politically correct.

 

Tutto questo aggiunge la beffa al danno.  Lo ha compreso bene l'on Souad Sbai che si è attivata subito per colmare il vuoto di potere nel quale è stata precipitata questa bimba e sulla scia del coraggio dell'on. Souad Sbai,  sono subentrata io con la mia associazione O.D.D.I.I. per dare una risposta al grido d'aiuto di una mamma disperata, e abbandonata da chi in Italia ha il dovere di stare dalla parte dei propri cittadini, soprattutto se sono vittime  e oggi, grazie a noi,  un altro piccolo passo verso la meta è stato compiuto.

 

Aiutate da una funzionaria della questura di Milano, che ha saputo sfoderare, riuscendoci, tutte le sue qualità diplomatiche, con la madre Marzia Tolomeo, siamo state ricevute dal Console tunisino, con il quale avevo già avuto qualche "piccolo scontro verbale" nei giorni precedenti in quanto secondo la sua opinione, noi, cittadini italiani, non avremmo avuto il diritto di fare un sit-in senza la sua autorizzazione, mostrandosi anche stupito del fatto che la Questura di Milano ci avesse dato il permesso senza rivolgersi alle autorità consolari tunisine e questo rendeva impossibile il dialogo fra noi, rifiutandosi di riceverci e di farsi portatore presso il Governo tunisino della petizione che avevamo preparato per chiedere di ristabilire i diritti violati.

 

Così l'incontro ha avuto luogo, nonostante il pregiudizio del Console tunisino che con "gentilezza", ha respinto la nostra petizione in quanto i toni con cui era stata scritta, sarebbero, stati secondo lui e l'assistente traduttrice che l'affiancava,  troppo duri nella forma.... motivazione?   

Semplice: lui si era insediato nel ruolo di Console da una sola settimana, perciò noi che stiamo subendo un'ingiustizia gravissima da alcuni mesi, per la quale abbiamo già seguito le procedure suggeriteci, entrando in contatto prima  con il Console che lo ha preceduto, e in seguito attraverso un viaggio anche con il Governo tunisino, senza arrivare a nulla di concreto, avremmo dovuto ricominciare daccapo, ricorrendo ad una estrema cautela, poiché è apparso chiarissimo che  pretendere il rispetto dei propri diritti, appaia agli occhi tunisini una forma irrispettosa e poco ripagante, mentre questuarlo come favore, sottomettendoci alle regole tunisine, potrebbe anche riuscire a produrre un risultato in nostro favore e chissà, magari le autorità tunisine ci concederanno la grazia.

 

Avere ragione e sentirsi colpevolizzati, credersi cittadini e essere trattati da sudditi, sono amarezze per chi come me e come molti italiani è abituato alle immigrazioni e ai rapporti con coloro che trovano in Italia asilo, aiuto, lavoro e la possibilità di farsi una vita decorosa, ai quali l'Italia e gli italiani riconoscono portatori degli stessi diritti di tutti gli italiani, e che questo sia accaduto in quanto coloro che ci rappresentano hanno dimenticato i nostri diritti in favore non si sa bene ancora oggi di cosa, se non qualche ottima fornitura di gas (che potremmo anche comprare altrove se questo ci obbliga a diventare schiavi) che nessuno ci regala, ma che paghiamo profumatamente.

 

Oggi, pur avendo compreso da tempo questa triste realtà, ho avuto la prova della nuova condizione che ci obbliga ad essere succubi di una nazione straniera, aliena per usi e costumi alla nostra, che per voce di un Console, gentile nei modi ma forte di una supremazia ideologica e fattuale  che nessuna autorità italiana, alla quale abbiamo dato con il nostro voto il diritto di rappresentarci, si è fatta carico di richiamare al rispetto dei cittadini italiani, dimenticando che i diritti sono sempre accompagnati dai doveri.

 

Doveri nei nostri confronti che siamo i "portatori sani" dell'asilo offerto a tantissimi immigrati, il cui mantenimento avviene con il denaro dei contribuenti italiani, che siamo sempre noi  e che anche a causa di questi sconvolgimenti migratori, stiamo soffrendo il peso di una crisi economica, che non solo ci ha impoveriti, ma ci sta privando dei servizi essenziali: sanità, scuola, pensioni, casa  e tantissime altre rinunce quotidiane che stiamo accettando per avere in cambio cosa? L'indifferenza governativa degli abitanti dei palazzi del potere italiani.

 

 dr. Adriana Bolchini

pres.naz.le O.D.D.I.I.

 

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