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Hassen Abdeljelil,
che da 7 anni viveva in Italia come immigrato irregolare, (senza
permesso di soggiorno) ha dimostrato di disprezzare il Paese che gli
aveva aperto le porte e ha portato a termine un'azione che trova la
sua ispirazione nella shari'a, la legge islamica fondamentalista,
che non
tiene in nessun conto i diritti umani, in quanto nessun Paese islamico
ha sottoscritto la dichiarazione universale dei diritti umani.
E' gravissimo è
il fatto che una cittadina italiana, per giunta minore, abbia dovuto
subire la violazione dei suoi diritti, che sono primari, poiché la
bimba è stata rapita in territorio italiano e fatta emigrare attraverso
documenti, che per quanto riguarda le leggi italiane sono stati
realizzati in spregio alla sovranità nazionale italiana e all'ordine
preciso di un Tribunale italiano, che vietava ad entrambi i genitori di
portare la bimba oltre frontiera, fino alla sentenza definitiva, che
era programmata fra pochi giorni (il 20 settembre)
Marzia Tolomeo,
coraggiosa come solo una madre sa essere, si è attivata subito e ha
preso contatto con le autorità italiane come il ministro degli esteri
Frattini e il presidente della Repubblica Napolitano, ricevendo in
cambio uno sberleffo incomprensibile della serie "taci e incassa" ma
scritto su carta patinata, con molta signorilità, firma rigorosamente
certificata, ricorrendo all'abuso di quella schifezza ultra-chic che
si chiama politically correct.
Tutto questo
aggiunge la beffa al danno. Lo ha compreso bene l'on Souad Sbai che si
è attivata subito per colmare il vuoto di potere nel quale è stata
precipitata questa bimba e sulla scia del coraggio dell'on. Souad Sbai,
sono subentrata io con la mia associazione O.D.D.I.I. per dare una
risposta al grido d'aiuto di una mamma disperata, e abbandonata da chi
in Italia ha il dovere di stare dalla parte dei propri cittadini,
soprattutto se sono vittime e oggi, grazie a noi, un altro piccolo
passo verso la meta è stato compiuto.
Aiutate da una
funzionaria della questura di Milano, che ha saputo sfoderare,
riuscendoci, tutte le sue qualità diplomatiche, con la madre Marzia
Tolomeo, siamo state ricevute dal Console tunisino, con il quale avevo
già avuto qualche "piccolo scontro verbale" nei giorni precedenti in
quanto secondo la sua opinione, noi, cittadini italiani, non avremmo
avuto il diritto di fare un sit-in senza la sua autorizzazione,
mostrandosi anche stupito del fatto che la Questura di Milano ci avesse
dato il permesso senza rivolgersi alle autorità consolari tunisine e
questo rendeva impossibile il dialogo fra noi, rifiutandosi di
riceverci e di farsi portatore presso il Governo tunisino della
petizione che avevamo preparato per chiedere di ristabilire i diritti
violati.
Così l'incontro ha
avuto luogo, nonostante il pregiudizio del Console tunisino che con
"gentilezza", ha respinto la nostra petizione in quanto i toni con cui
era stata scritta, sarebbero, stati secondo lui e l'assistente
traduttrice che l'affiancava, troppo duri nella forma....
motivazione?
Semplice: lui si era
insediato nel ruolo di Console da una sola settimana, perciò noi che
stiamo subendo un'ingiustizia gravissima da alcuni mesi, per la quale
abbiamo già seguito le procedure suggeriteci, entrando in contatto
prima con il Console che lo ha preceduto, e in seguito attraverso un
viaggio anche con il Governo tunisino, senza arrivare a nulla di
concreto, avremmo dovuto ricominciare daccapo, ricorrendo ad una
estrema cautela, poiché è apparso chiarissimo che pretendere il
rispetto dei propri diritti, appaia agli occhi tunisini una forma
irrispettosa e poco ripagante, mentre questuarlo come favore,
sottomettendoci alle regole tunisine, potrebbe anche riuscire a
produrre un risultato in nostro favore e chissà, magari le autorità
tunisine ci concederanno la grazia.
Avere ragione e
sentirsi colpevolizzati, credersi cittadini e essere trattati da
sudditi, sono amarezze per chi come me e come molti italiani è
abituato alle immigrazioni e ai rapporti con coloro che trovano in
Italia asilo, aiuto, lavoro e la possibilità di farsi una vita
decorosa, ai quali l'Italia e gli italiani riconoscono portatori degli
stessi diritti di tutti gli italiani, e che questo sia accaduto in
quanto coloro che ci rappresentano hanno dimenticato i nostri diritti
in favore non si sa bene ancora oggi di cosa, se non qualche ottima
fornitura di gas (che potremmo anche comprare altrove se questo ci
obbliga a diventare schiavi) che nessuno ci regala, ma che paghiamo
profumatamente.
Oggi, pur avendo
compreso da tempo questa triste realtà, ho avuto la prova della nuova
condizione che ci obbliga ad essere succubi di una nazione straniera,
aliena per usi e costumi alla nostra, che per voce di un Console,
gentile nei modi ma forte di una supremazia ideologica e fattuale che
nessuna autorità italiana, alla quale abbiamo dato con il nostro voto
il diritto di rappresentarci, si è fatta carico di richiamare al
rispetto dei cittadini italiani, dimenticando che i diritti sono sempre
accompagnati dai doveri.
Doveri nei nostri
confronti che siamo i "portatori sani" dell'asilo offerto a
tantissimi immigrati, il cui mantenimento avviene con il denaro dei
contribuenti italiani, che siamo sempre noi e che anche a causa di
questi sconvolgimenti migratori, stiamo soffrendo il peso di una crisi
economica, che non solo ci ha impoveriti, ma ci sta privando dei
servizi essenziali: sanità, scuola, pensioni, casa e tantissime altre
rinunce quotidiane che stiamo accettando per avere in cambio cosa?
L'indifferenza governativa degli abitanti dei palazzi del potere
italiani.
dr. Adriana
Bolchini
pres.naz.le
O.D.D.I.I.
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