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OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE

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Nuovo incontro con il Console Generale della Tunisia per Martina

3 ottobre 2011

 

 

MARTINA, il suo rapimento e l'indifferenza dei politici italiani

Il caso di Martina ha occupato molte testate di giornali ed emittenti televisive, colpendo nel profondo l'anima e il cuore di molti italiani e italiane che si sono immedesimate nel dramma della bambina e della sua mamma, ma non ha "rapito il cuore dei politici italiani" che a partire dal presidente Napolitano, per arrivare al ministro degli esteri Frattini, che hanno stigmatizzato l'ardire di mamma Marzia, che ha osato usare i diritti che la Costituzione e le Leggi Italiane le riconoscono, in barba agli "interessi di parte dei politicanti nostrani" e che proprio per la loro mancanza di disponibilità a stare dalla parte di una cittadina italiana, che fa parte del popolo che loro si sono impegnati tramite giuramento a servire, sono di granlunga la cosa peggiore di questa tragica situazione.

E sull'onda dell'incapacità di svolgere il ruoto di "politico di razza" del ministro, anche l'Ambasciatore e tutti i funzionari pagati profumatamente dal popolo italiano anziché seguire le norme stabilite nei trattati in uso frai due stati hanno lasciato che Marzia Tolomeo finisse nella bocca dei leoni.

 

L'on. Souad Sbai ed io abbiamo messo in campo le forze che abbiamo e oggi, ho portato a termine un altro pezzetto di questa battaglia per i diritti violati di Martina, quindi mi sono recata al Consolato Generale della Tunisia di Milano, previo appuntamento con il Console Generale, il quale aveva convocato due vice-consoli generali e un funzionario tutti a disposizione per cercare una via diplomatica alla questione e ho dovuto ammettere, mio malgrado che i diplomatici tunisini, a differenza dei diplomatici italiani si sono messi veramente a disposizione e mi hanno spiegato che esiste un trattato giuridico fra i nostri due Paesi firmato nel 1967, che stabilisce le norme che devono essere seguite da entrambi i Paesi quando accadono situazioni che coinvolgono minori rapiti, da entrambe le parti.

Io avevo già approfondito la questione trovando dei trattati bilaterali che ho usato per sostenere la nostra tesi, ma quando la situazione sfocia in un problema giuridico è con tale mezzo che va risolto, così ora ci apprestiamo ad affrontare la cosa dal verso giusto e dover scoprire che se riusciremo a risolverla positivamente la questione per Martina e la sua mamma, sarà merito dell'impegno mostrato dai diplomatici tunisini che oltre alla competenza, mi hanno accolta con estrema gentilezza, facendomi sentire persona gradita, mi rende letteralmente furiosa contro i nostri diplomatici che hanno il dovere di rappresentare i cittadini italiani e i loro diritti, indipendentemente dalle simpatie che possano nutrire o dagli interessi che abbiano nei Paesi in cui svolgono il ruolo diplomatico.

 

Più passa il tempo più siamo costretti a prendere atto che siamo finiti nelle maglie di una classe politica che non ha ne le competenze, ne le qualità morali ed etiche per rappresentare coloro che pagano i loro emolumenti e considerano la politica un puro esercizio di potere e questo potere passa sopra la pelle di coloro che li hanno mandati a rappresentarli, convinti che fossero persone per bene, e invece.....

 

da Adriana Bolchini

 

LETTERA CONSEGNATA PER CHIEDERE AIUTO E FAR TORNARE MARTINA DALLA SUA MAMMA

 

AL CONSOLE DELLA REPUBBLICA TUNISINA

presso lo Spettabile Consolato Generale

della Repubblica Tunisina

Viale Bianca Maria, 8 - 20129 Milano
 

Milano, 3 ottobre 2011

 

OGGETTO - Martina Abdeljelil,  bambina italiana fatta espatriare illegalmente dal padre e portata in Tunisia

 

Egregio Signor Console della Repubblica Tunisina di Milano, in qualità prima di tutto di cittadina italiana, mi rivolgo a Lei come uomo e come rappresentante ufficiale della Repubblica Tunisina per sottoporle un caso che non soltanto implica i rapporti umani, ma riveste anche carattere giurisprudenziale in materia di diritto, e di affido dei figli ai genitori.

 

Mi sto riferendo al caso di Martina Abdeljeli, cittadina italiana di 2anni e mezzo, figlia di Marzia Tolomeo e di Hassen Abdeljeli, tunisino, che è stata strappata  alla madre in Italia, essendo stata rapita dal padre sul suolo italiano, commettendo un reato gravissimo in violazione dei diritti della minore e contravvenendo alle sentenze provvisorie che il Giudice Ordinario del Tribunale dei Minori di Milano, aveva disposto con l’affido provvisorio genitoriale alla madre e il diritto di visita del padre.

 

Allego  i due verbali di audizione del Tribunale dei Minori, il primo datato 21 dicembre 2010 e il secondo 7 marzo 2011, assieme ad altra documentazione utile a comprendere la situazione, oltre la sentenza che il signor Hassen Abdeljeli ha violato, nonostante l'iter processuale fosse stato corretto, nel rispetto di entrambi i protagonisti, diventanti genitori in seguito a una relazione avuta sul suolo italiano e condivisa esclusivamente sul suolo italiano, per cui approfittando della fiducia concessagli dal giudice e dalla madre signora Marzia Tolomeo, che non gli ha impedito di visitare e di restare solo con la figlia, il padre signor Hassen Abdeljeli, ha violato la legge italiana sequestrando di fatto la bimba, per farla espatriare con un espediente, in quanto esisteva già una sentenza che glielo impediva.

 

Marzia Tolomeo, ha attivato tutti i canali che la giustizia italiana mette a disposizione di ogni cittadino italiano e non italiano e senza perdersi d'animo, come ogni madre che ha a cuore il destino dei propri figli si è anche recata in Tunisia rivolgendosi al Tribunale tunisino, che le ha concesso il diritto di visita, ma il padre glie lo ha negato, violando anche questa sentenza.

 

Faccio notare che il signor Hassen Abdeljeli non si è limitato a questo diniego, ma ha commesso anche in Tunisia un'altra serie di reati, che non dubito siano considerati tali, infatti ha fatto ricorso a una ventina di uomini che hanno fisicamente sequestrato la signora Marzia Tolomeo e il di lei padre, chiudendoli in una macchina e minacciando di tagliare loro la gola con un coltello, mentre aggredivano e picchiavano selvaggiamente il traduttore tunisino, che li aveva accompagnati all'incontro. Ovviamente la signora allertava la polizia, che lo chiamava intimandogli di far vedere la bimba alla madre, ma l' Abdeljeli chiamato più volte, rifiutava l'incontro e il contatto telefonico. Per evitare altri contrasti la signora Marzia lo aveva fatto chiamare dallo zio, ma purtroppo ormai si avvicinava il momento del volo per l'Italia, e poco prima di partire, mentre era già in aereoporto, la signora Marzia riusciva a contattare telefonicamente l'Abdeljeli, a cui chiedeva di permetterle di salutare la bimba telefonicamente, ma questi rifiutava e peggiova la situazione commettendo un ulteriore grave reato: le chiedeva 7.000 euro in cambio di un semplice saluto : richiesta che configura il reato di ricatto.   

 

Fra Le motivazioni ignobili a cui il signor Abdeljeli è ricorso, vi era l'accusa infamante che la madre di Martina fosse tossicodipendente, e proprio per sfatare questa falsa accusa, la signora Marzia si era messa a disposizione delle autorità, per sottoporsi a un test per dare prova della non attendibilità delle dichiarazioni del signor Abdeljeli, offerta rimasta inascoltata.

 

E' doveroso far notare che la signor Marzia Tolomeo vive in Italia, è all'ultimo mese di una nuova gravidanza e non può continuare a viaggiare fra l'Italia e la Tunisia, questo favorisce le menzogne corroborate da compiacenti e false testimonianze che il signor Abdeljeli produce senza che qualcuno possa contraddirlo ed è proprio su questo preconcetto che si basa la strategia dell'Abdeljeli, che mi auguro non trovi accoglienza in Patria, soprattutto in assenza della possibilità della difesa della signora Marzia. Questo rappresenterebbe un vulnus fra la magistratura tunisina e la magistratura italiana, che aveva favorito le audizioni di entrambi i genitori e delle persone realmente presenti alle vicende.

 

Come ben capisce signor Console, il comportamento del padre di Martina, che si è dimostrato incapace di rispettare qualsiasi legge, sia essa secolare che morale, ha anche mostrato un totale disprezzo per la realtà affettiva che lega una madre ai propri figli, motivo per cui non riusciamo a comprendere come possa essere degno di considerazione paterna o di patria potestà, a meno che la patria potestà non venga intesa come un mero possesso assegnato d'imperio al ruolo paterno, escludendo la madre riducendola a ruolo di esclusiva fattrice.

 

Inoltre, per quanto fa riferimento alla bimba Martina, in assenza di sua esplicita volontà di raggiungere il padre in Tunisia, è doveroso rispettare il suo diritto di RIMANERE IN ITALIA presso la madre, anche in considerazione del fatto che la bimba è cittadina italiana e data la piccolissima età non ha commesso reati sul suolo tunisino, è sottoposta alle leggi del suo Paese d'origine che è l'Italia e non merita disprezzo per il suo diritto di vivere con la madre.

 

Di fronte a questa realtà dei fatti, che è assolutamente incontestabile, Le chiedo signor Console, di porre la massima cura ed urgenza presso l'Ambasciatore e il Governo Tunisino, permettendo alla piccola Martina di rientrare in Italia e ricongiungersi con la sua mamma e non soltanto per ristabilire un atto di giustizia, ma anche in virtù del rapporto di amicizia e di simpatia che fino ad ora ha legato i nostri due Paesi, anche in occasione della recente "rivoluzione dei Gelsomini" alla quale gli italiani hanno dato il loro appoggio, dimostrando non solo a parole, di essere un Popolo accogliente ospitando decine di migliaia di migranti tunisini giunti sul nostro territorio.

 

Noi e voi senza ombra di dubbio siamo a conoscenza dei trattati che legano i nostri due Paesi e crediamo che questo caso possa rientrare negli accordi bilaterali sottoscritti da entrambe le nostre due nazioni a Roma nel 2003 che va sotto il titolo di "CONVENZIONE D'AMICIZIA, DI BUON VICINATO E DI COOPERAZIONE" che ci aspettiamo Voi vogliate onorare, così come noi lo stiamo onorando.

 

Sempre come cittadina italiana, ma anche come rappresentante di parte della società civile, aggiungo, che i recenti episodi di violenza, scoppiati in molti centri d'accoglienza, nei quali gli emigranti non vogliono sostare, nel rispetto di quelle che sono le leggi che regolano una convivenza civile, hanno prodotto una ferita nel cuore degli italiani, ferita che ci auguriamo non debba ulteriormente aggravarsi a causa di una mancata reciprocità, che pur non essendo sottoscritta da trattati internazionali, è d'obbligo per poter mantenere rapporti d'amicizia e chiedo, il rispetto di questa madre, proprio come se la situazione riguardasse una madre tunisina, soprattutto perché il principio del diritto riguarda la minore alla quale questo "rapimento" determina un vulnus inaccettabile per chiunque.

A dimostrazione di quanto esplicitato sopra, Vi offro la partecipazione di molti cittadini italiani, che hanno deciso di aderire a questa richiesta di intervento.

 

In calce è riportato un elenco di sottoscrittori che uniscono la loro voce alla mia in qualità di presidente nazionale dell'ODDII e all'on. Souad Sbai, deputato italo-marocchina del Parlamento Italiano e presidente dell'ACMID, che rappresenta un'ulteriore dimostrazione che nel nostro Paese non esiste un preconcetto verso gli stranieri che si integrano nel sistema Italia, infatti molte firme sono di cittadini la cui origine non è italiana, ma sono consapevoli che in Italia, a tutti i cittadini, qualunque sia la loro origine è permesso salire anche fino ai vertici del Governo Italiano, indipendentemente dal loro ceto sociale e dalla loro religione, ma che sono altrettanto fermi nel respingere ogni tipo di prevaricazione e prepotenza che non tenga conto dei diritti umani di tutta la società, che gli italiani non considerano in chiave nazionalista, ma di tutti gli uomini, le donne e i bambini del mondo e episodi di questa natura, aggiunti a prepotenze e reati che stiamo vedendo andare in scena sul nostro territorio quasi quotidianamente, potrebbero far cambiare opinione, guastando un'amicizia secolare, perchè alla fine sarà il popolo che deciderà da chi vorrà essere rappresentato.

 

Grazie per l'attenzione e per quanto potrà fare per risolvere questa questione, perché eviterebbe il pericolo che un problema così sentito dagli italiani, possa pregiudicare i buoni rapporti fra i nostri due Paesi.

 

dr. Adriana Bolchini

pres.naz.le O.D.D.I.I.

 

N.D.R. allegate alla lettera c'erano 1310 firme di navigatori e amici che hanno dato il loro appoggio alla causa di Martina e della sua mamma

Per informazioni newpresidenza@oddii.org - telefono 328/6482949

Cronaca del sit-in del 10/9/2011

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