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OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE

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Manifestazione dei Copti in Piazza Duomo a Milano

10 gennaio 2011

 

 

I DIRITTI E LE PERSECUZIONI DEI CRISTIANI

NEL MONDO ISLAMICO

 

 

Manifestazione dei Copti in piazza del Duomo a Milano

 

 

nelle foto da sin.  Adriana Bolchini, a fianco dell'on. Mario Borghezio e a dxdi loro Massimiliano Bastoni, con altri amici della lega di Milano per sostenere i copti in Piazza Duomo a Milano.

 

Oggi 9 gennaio 2011 è iniziato un nuovo giorno a Milano, coperto da un cielo invernale, che ha accompagnato la manifestazione dei cristiani copti emigrati in Italia, che piangevano assieme alle lacrime che con discrezione scendevano dal cielo sul loro dolore e sulla loro rabbia.
Piangevano assieme al cielo le loro vittime, la loro condizione di perseguitati in terra d’Egitto, loro terra natìa perduta e lontana ormai dai loro sogni, dal loro futuro.

Alcuni italiani erano venuti a offrire la propria solidarietà: c’ero io (ovviamente, non potevo mancare) c’erano alcuni nostri cari amici di Lisistrata, il dr. Paolo V.Mantellini di cui leggete gli articoli, ma non lo vedete nelle foto, perché la sua presenza è stata “sfruttata” in qualità di fotografo per lasciare una testimonianza dell’evento, c’era Chiodo fisso venuta apposta con il treno da lontano e c’era l’amico on. Mario Borghezio, con l’immancabile Max Bastoni, il direttore della rivista “Il borghese del Nord” Roberto Timelli, gli amci dei Verdi Padani e i rappresentanti del Centro Identitario Bassano di Milano, ma c’era anche una discreta rappresentanza di “Amo l’Italia” mandati da Magdi Allam per dire ai copti: “siamo qui vicino a voi e lotteremo per i vostri diritti umani”. Presente anche un senatore dell’Italia dei Valori e Dounia Ettaib in rappresentanza delle donne magrebine.

Tutti i copti presenti erano state vittime della persecuzione in atto in Egitto, tutti avevano perso qualcosa e qualcuno, tutti i presenti chiedevano aiuto, pregavano la madre del cielo e rivolgevano una preghiera anche al Padre, pregavano e urlavano sia con le parole che con i gesti la loro disperazione, una fra le tante frasi colpiva nel cuore chi da italiano partecipava: oggi tocca a noi, domani tocca a voi…. e questa frase ci ha ricordato che l’olocausto è accaduto proprio per colpa dell’indifferenza di troppi che non hanno saputo o voluto capire.

Però a chi come me è milanese si è stretto il cuore quando ha dovuto constatare che le porte del Duomo di Milano, simbolo della cristianità meneghina sono rimaste chiuse, sordi e ciechi i clerici milanesi non hanno risposto alla chiamata, non hanno sentito la pietà, ne la carità cristiana che permea la liturgia e che a gran voce usano recitare nelle loro preghiere. Il cardinale Tettamanzi non c’era e non ha mandato nessuno a rappresentare l’arcivescovado milanese.

Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori…., recita un passo importante del “Padre nostro” ed io aggiungo una frase, scritta nei vangeli, che secondo gli apostoli Gesù avrebbe detto sulla croce: perdona loro signore perché non sanno quello che fanno.... ma io non so perdonare perché credo che il perdono sia qualcosa che si deve meritare e i rappresentanti dell’arcivescovado di Milano non se lo meritano.

Dopo le preghiere e il discorso fatto dai copti è stata data la parola a noi per offrire la nostra testimonianza e la promessa del nostro impegno. Infatti l'on. Mario Borghezio sd è impegnato ad adoperarsi sia a livello di Governo italiano che presso la UE, affinché finalmente vengano recepite certe istanze e presi dei provvedimenti che possano dare sicurezza alle minoranze in terra d'islam.

Due episodi diversi hanno intristito e confortato la mia presenza:
il primo: una piccola rappresentanza dell’A.D.I. .(Amici di Israele) con la bandiera israeliana sulle spalle, ha subito aggressione verbale da parte di alcuni copti che non volevano la loro presenza e nonostante la maggioranza dei copti presenti si sia dimostrata contenta della loro partecipazione, hanno seguito il consiglio della polizia e hanno preferito allontanarsi.

Il secondo: quando stavo tornando verso casa, mentre mi allontanavo ma ero ancora sulla piazza duomo, mi si è avvicinato un uomo, che con estrema gentilezza si è presentato e mi ha detto di essere un musulmano originario della Tunisia e non si riconosceva in quei musulmani che stanno facendo strage di cristiani, lui osserva un corano che parla di pace e di tolleranza, era venuto lì per dare il suo sostegno con la sola presenza silenziosa, infatti si era tenuto in disparte e non aveva tentato minimamente di provocare disordini. Abbiamo discusso da posizioni diverse, ma abbiamo discusso con tranquillità e rispetto e debbo dire che la sua presenza mi ha fatto piacere, perché mi ha confermato che un seme buono c’è e se c’è può germogliare e dare i suoi frutti, ed io mi auguro che voci e coscienze come quella che ho incontrato questa mattina potranno fare la differenza se riusciranno a far pesare la loro voce.

Credo che gli esseri umani dovranno fare ancora tanta strada interiore per comprendere che è vero che siamo stati creati diversi, ma questo non significa che dobbiamo combatterci e massacrarci, ma che possiamo essere utili gli uni agli altri perché la differenza ci fa ricchi, ci permette di allargare le nostre conoscenze, di fare scambi utili reciprocamente e di crescere assieme all’universo per andare dove…. Nessuno di noi lo sa con certezza, ma certamente se esiste un dio non ci ha certo creati per gioire della nostra distruzione e non sarà uccidendo nel suo nome che potremo godere di un ipotetico paradiso.

Adriana Bolchini - Lisistrata

 

 

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