|
Oggi 9 gennaio 2011 è iniziato un
nuovo giorno a Milano, coperto da un cielo invernale, che ha
accompagnato la manifestazione dei cristiani copti emigrati in Italia,
che piangevano assieme alle lacrime che con discrezione scendevano dal
cielo sul loro dolore e sulla loro rabbia.
Piangevano assieme al cielo le loro vittime, la loro condizione di
perseguitati in terra d’Egitto, loro terra natìa perduta e lontana
ormai dai loro sogni, dal loro futuro.
Alcuni italiani erano venuti a offrire la propria solidarietà: c’ero io
(ovviamente, non potevo mancare) c’erano alcuni nostri cari amici di
Lisistrata, il dr. Paolo V.Mantellini di cui leggete gli articoli, ma
non lo vedete nelle foto, perché la sua presenza è stata “sfruttata” in
qualità di fotografo per lasciare una testimonianza dell’evento, c’era
Chiodo fisso venuta apposta con il treno da lontano e c’era l’amico on.
Mario Borghezio, con l’immancabile Max Bastoni, il direttore della
rivista “Il borghese del Nord” Roberto Timelli, gli amci dei Verdi
Padani e i rappresentanti del Centro Identitario Bassano di Milano, ma
c’era anche una discreta rappresentanza di “Amo l’Italia” mandati da
Magdi Allam per dire ai copti: “siamo qui vicino a voi e lotteremo per
i vostri diritti umani”. Presente anche un senatore dell’Italia dei
Valori e Dounia Ettaib in rappresentanza delle donne magrebine.
Tutti i copti presenti erano state vittime della persecuzione in atto
in Egitto, tutti avevano perso qualcosa e qualcuno, tutti i presenti
chiedevano aiuto, pregavano la madre del cielo e rivolgevano una
preghiera anche al Padre, pregavano e urlavano sia con le parole che
con i gesti la loro disperazione, una fra le tante frasi colpiva nel
cuore chi da italiano partecipava: oggi tocca a noi, domani tocca a
voi…. e questa frase ci ha ricordato che l’olocausto è accaduto proprio
per colpa dell’indifferenza di troppi che non hanno saputo o voluto
capire.
Però a chi come me è milanese si è stretto il cuore quando ha dovuto
constatare che le porte del Duomo di Milano, simbolo della cristianità
meneghina sono rimaste chiuse, sordi e ciechi i clerici milanesi non
hanno risposto alla chiamata, non hanno sentito la pietà, ne la carità
cristiana che permea la liturgia e che a gran voce usano recitare nelle
loro preghiere. Il cardinale Tettamanzi non c’era e non ha mandato
nessuno a rappresentare l’arcivescovado milanese.
Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri
debitori…., recita un passo importante del “Padre nostro” ed io
aggiungo una frase, scritta nei vangeli, che secondo gli apostoli Gesù
avrebbe detto sulla croce: perdona loro signore perché non sanno quello
che fanno.... ma io non so perdonare perché credo che il perdono sia
qualcosa che si deve meritare e i rappresentanti dell’arcivescovado di
Milano non se lo meritano.
Dopo le preghiere e il discorso fatto dai copti è stata data la parola
a noi per offrire la nostra testimonianza e la promessa del nostro
impegno. Infatti l'on. Mario Borghezio sd è impegnato ad adoperarsi sia
a livello di Governo italiano che presso la UE, affinché finalmente
vengano recepite certe istanze e presi dei provvedimenti che possano
dare sicurezza alle minoranze in terra d'islam.
Due episodi diversi hanno intristito e confortato la mia presenza:
il primo: una piccola rappresentanza dell’A.D.I. .(Amici di Israele)
con la bandiera israeliana sulle spalle, ha subito aggressione verbale
da parte di alcuni copti che non volevano la loro presenza e nonostante
la maggioranza dei copti presenti si sia dimostrata contenta della loro
partecipazione, hanno seguito il consiglio della polizia e hanno
preferito allontanarsi.
Il secondo: quando stavo tornando verso casa, mentre mi allontanavo ma
ero ancora sulla piazza duomo, mi si è avvicinato un uomo, che con
estrema gentilezza si è presentato e mi ha detto di essere un musulmano
originario della Tunisia e non si riconosceva in quei musulmani che
stanno facendo strage di cristiani, lui osserva un corano che parla di
pace e di tolleranza, era venuto lì per dare il suo sostegno con la
sola presenza silenziosa, infatti si era tenuto in disparte e non aveva
tentato minimamente di provocare disordini. Abbiamo discusso da
posizioni diverse, ma abbiamo discusso con tranquillità e rispetto e
debbo dire che la sua presenza mi ha fatto piacere, perché mi ha
confermato che un seme buono c’è e se c’è può germogliare e dare i suoi
frutti, ed io mi auguro che voci e coscienze come quella che ho
incontrato questa mattina potranno fare la differenza se riusciranno a
far pesare la loro voce.
Credo che gli esseri umani dovranno fare ancora tanta strada interiore
per comprendere che è vero che siamo stati creati diversi, ma questo
non significa che dobbiamo combatterci e massacrarci, ma che possiamo
essere utili gli uni agli altri perché la differenza ci fa ricchi, ci
permette di allargare le nostre conoscenze, di fare scambi utili
reciprocamente e di crescere assieme all’universo per andare dove….
Nessuno di noi lo sa con certezza, ma certamente se esiste un dio non
ci ha certo creati per gioire della nostra distruzione e non sarà
uccidendo nel suo nome che potremo godere di un ipotetico paradiso.
Adriana Bolchini - Lisistrata
|