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Il
dibattito è stato moderato da RUDI CAPPUCCI
Responsabile Enti locali Lega
Nord Ravenna e candidato alla Presidenza della Provincia di Ravenna,
che ha voluto precisare le preoccupazioni che sono derivate
dall’accordo che la giunta guidata dal sindaco Matteucci ha fatto con
un ente non ben precisato sulla costruzione di quella che dovrebbe
diventare la grande moschea del nord Italia,con due minareti e sul
fatto che gli accordi sono stati presi all’insaputa di tutti e solo ora
si viene a scoprire che non sono del tutto cristallini e in più di un
punto gli accordi violano i regolamenti regionali e le leggi nazionali.
Per
spiegare le motivazioni che dovrebbero indurre tutti gli amministratori
italiani a non concedere spazi per la costruzione delle mosche e
soprattutto dei minareti, è intervenuta Adriana Bolchini, Giornalista e
presidente nazionale O.D.D.I.I.
Osservatorio del diritto italiano e internazionale, che da anni si
occupa di quelle che sono le violazioni costanti dei diritti umani che
purtroppo sono una consuetudine islamica, in quanto nel Corano stesso
sono contenuti una serie di precetti che hanno dato adito a realizzare
la sharia, legge derivata dal Corano e dalla Sunna, che gli islamici
pretendono di applicare su tutto il mondo, anche se contravviene a
quelle che sono le leggi e le costituzioni nazionali.
Il
pubblico è rimasto stupito nell’aver appreso che ove esiste un
minareto, sotto di esso entra in vigore la legge cranica: la sharia,
che prevede feroci punizioni per reati anche minori, come le
mutilazioni, le fustigazioni pubbliche, le decapitazioni e le
lapidazioni, la violenza sui minori e la pedofilia di stato in quanto
le bambine possono essere “vendute per matrimonio” a 9 o 12 anni.
L’
Avv. PATRIZIA ZAFFAGNINI -
Responsabile giustizia Lega Nord Ravenna, candidato
Consigliere Comune di Ravenna, è entrata nello specifico degli aspetti
legali che non sono stati rispettati dalla giunta Matteucci, per
stringere accordi con un’associazione musulmana, che in realtà non
possiede gli attributi che giustificherebbero almeno in parte gli
accorti stipulati. Inoltre nell’accordo sono state previste forme di
concessioni edilizie e per la costruzione degli edifici, che ricadono
sui cittadini ravennati.
Vi sono
poi gli aspetti legati alle norme dei diritti umani, dei codici civili
e penali e della Costituzione Italiana, che tali organizzazioni violano
in quanto pretendono di applicare la sharia che è palesemente in
contrasto con qualsiasi legge nazionale.
Nella
sharia infatti vengono legittimati dei comportamenti sociali che in
stati liberali e democratici come l’Italia violano la legge e
cancellano di fatto il rispetto dei diritti umani.
Nell’islam esiste la separazione fra i sessi, la differenza dei diritti
fra il maschio e la femmina, la proprietà da parte del padre dei figli,
il reato di apostasia se un islamico vuole convertirsi a qualsiasi
altra religione, l’obbligo dei maschi non islamici alla conversione
qualora desiderassero sposare un’islamica, e tutto questo configge e
rende impossibile il rispetto delle norme democratiche, mettendo anche
la giustizia nella condizione di valutare quello che accade, con forme
di relativismo che stanno cancellando di fatto la democrazia e il
diritto.
Presente
fra gli ospiti anche NEREO FOSCHINI candidato del PDL a sindaco per la
città di Ravenna, che si è detto sostanzialmente d’accordo su tutto
quanto è stato esposto durante la manifestazione, aggiungendo le sue
considerazioni personali in ordine a quello che è il suo programma
elettorale, del quale ha spiegato le linee guida.
Prima
dell’inizio del dibattito con il pubblico, è intervenuto anche
l’organizzatore del convegno, l’on. GIANLUCA PINI deputato per la lega
nord alla Camera dei deputati e segretario della Lega Nord Romagna, che
è arrivato da Roma dopo aver presenziato a una riunione molto
importante alla Camera dei Deputati, sull’immigrazione selvaggia e il
grave problema di Lampedusa, che si è limitato a ricordare le lotte
precedenti svolte sul territorio cittadino di Bologna, ove la giunta
Cofferati, aveva fatto accordi con un’organizzazione molto vicina ai
fratelli musulmani (la più nota sigla integralista e fondamentalista
islamica) anche in quel caso violando degli accordi precedenti che non
potevano permettere l’uso di quel territorio destinandolo alla moschea,
ma cosa ancora più grave, aveva creato un vulnus alla democrazia,
assegnando una extraterritorialità, all’interno di quella moschea,
nella quale sarebbe stato applicato l’ordinamento coranico della sharia,
dalla nascita alla morte di ogni islamico presente sul territorio
bolognese.
L’augurio dell’on. Gianluca Pini è stato quello di riuscire a portare a
termine una lotta legale, nel rispetto delle leggi, ma che faccia
finalmente chiarezza e ristabilisca i principi democratici, senza
creare danni ai cittadini, non soltanto sulla parte economica, come
appena accaduto, ma soprattutto nel permettere loro di continuare a
vivere in uno Stato democratico, ove le leggi sono quelle che
discendono dalla Carta Costituzionale.
La redazione di Lisistrata
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