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MILANO -
Immigrazione, integrazione e sicurezza |
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Venerdì 30
ottobre 2009 presso l'hotel NH Concordia di Sesto San Giovanni (Milano) a cura
del movimento Libertà e Futuro, è stata realizzata la manifestazione
sul tema: ISLAM E MONDO OCCIDENTALE. Immigrazione, integrazione e
sicurezza una nuova politica sul territorio. Ha organizzato e
coordinato l'incontro la dr.ssa Angela Ronchini responsabile del gruppo
Libertà e Futuro sul territorio della Lombardia.
La sala che ha
accolto l’evento era gremita da un pubblico molto interessato e fra
loro alcuni personaggi importanti della politica e della cultura
lombarda, che hanno preso parte attiva alle argomentazioni trattate
durante il convegno.
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La manifestazione è stata moderata dalla dr.ssa
Angela Ronchini, che ha introdotto i relatori, che hanno spiegato
chiaramente gli argomenti di cui si occupano ormai da molti anni,
poiché l’islam è una realtà che configge con le nostre leggi, i
nostri ordinamenti sociali, la nostra costituzione e i nostri usi
e costumi e come ormai è chiaro a tutti propone e impone una
visione di un mondo nel quale le |
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persone non sono poste tutte sullo stesso piano
del diritto e della libertà.
Nell’islam esistono ancora caste
piramidali, che creano una situazione di vera apatheid separando
fra loro i sessi, ponendo l’uomo sopra alla donna, ed entrambi
musulmani sopra ai non musulmani che sono considerati dhimmi,
cioè sudditi inferiori ed infine, sull’ultimo gradino della scala
sociale, una realtà disumana che noi tutti rifiutiamo: gli
schiavi. |
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Io ho avuto
il piacere e il compito di parlare per prima ed ho affrontato la
questione femminile nel mondo islamico ponendo l’attenzione sul
fatto che la donna, sottomessa all’uomo e velata per ragioni
politiche e non religiose, rappresenta l’ariete che sfonderà la
porta dell’occidente portando a compimento l’invasione che finirà
soltanto quando tutti noi saremo islamizzati e la shari’ah
sostituirà la nostra costituzione e le nostre leggi.
Ci tengo a
spiegare il motivo per cui mi occupo della questione femminile,
in quanto credo che se gli uomini musulmani non prenderanno
coscienza del fatto che le donne sono persone esattamente come
loro, non riusciranno ad avere eguale visione nei confronti dei
non musulmani e non potranno capire quanto sia ingiusta e
barbarica: la schiavitù. |
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L’assessore
al Territorio ed Urbanistica della Regione Lombardia Davide Boni,
ha spiegato molto chiaramente e pacatamente le difficoltà di
integrazione che incontra la comunità musulmana nel nostro
ordinamento democratico, perché alcuni dei suoi principi sono in
contrasto con i nostri, come contrastano con i diritti |
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umani e non
sembra possano trovare soluzione poiché coloro che si sono
auto-eletti rappresentanti delle varie comunità islamiche presenti
sul nostro territorio, non hanno ancora accettato di firmare alcun
tipo di compromesso dimostrando di non essere disposti ad
integrarsi con noi. |
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Hanno poi parlato nell’ordine: Antonio Lamiranda capogruppo del PDL
del Comune di Sesto S. Giovanni, che ha spiegato del perché è
necessario dire no alla costruzione di una Moschea, la dr.ssa Clara
Rinaldo (vice-presidente Commissione Pari Opportunità Lombardia) si è
soffermata sui risultati ottenuti dalle donne in questo ultimo anno.
La dr.ssa Patrizia Zaffagnini (Dipartimento Giustizia Libertà e Futuro)
ha parlato della giurisprudenza nell’ISLAM e della proposta di LF sulla
regolamentazione delle Moschee. Infine è intervenuta la giovane
giornalista italo marocchina Karima Moual.
Dopo tutto questo, aggiungo una mia personale riflessione:
parliamone e discutiamo pure sull’islam,
proprio come facciamo su tutto quello che riguarda la nostra società.
Noi stiamo comportandoci nel modo nel quale la democrazia è stata
concepita, poiché la visione e i suggerimenti che provengono da molti e
non sono semplicemente unilaterali arricchiscono e migliorano la nostra
esistenza, ma qui ci troviamo di fronte al fatto che stiamo parlando da
soli.
Gli islamici non stanno facendo alcun
passo verso di noi, al contrario si sono espressi in maniera chiara
attraverso i fatti che non ne vogliono sapere di integrarsi e
pretenderebbero che ci integrassimo noi con loro, ma noi siamo a casa
nostra, abbiamo le nostre radici e non sono frutto di caso, ma di un
lavoro e di un impegno iniziato più di 2000 anni fa e non possiamo
permettere che un’immigrazione si trasformi in invasione e distrugga la
nostra civiltà fagocitandola completamente.
Vogliamo sia chiaro a tutti che noi lotteremo fino alla fine, ma non ci
arrenderemo. Io personalmente voglio morire da persona libera.
A.G. - l'articolo originale è stato pubblicato
sul sito di
Adriana
Bolchini e su
Lisistrata magazine on line
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