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FORLI'- IL
CAVALLO DI TROIA DEL XXI SECOLO |
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Domenica
mattina 22 febbraio 2009 presso il Globus City hotel di Forlì, a cura
del movimento Libertà e Futuro, è stata realizzata la manifestazione
sul tema: ISLAM E MONDO OCCIDENTALE.
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Il
tavolo dei relatori intervenuti sui temi
presentati era costituito da:
Daniele Baldini – presidente di
Libertà e futuro
Avv. Patrizia Zaffagnini – Responsabile
Dipartimento
Giustizia LF
Dr.ssa Adriana Bolchini Gaigher – presidente nazionale
ODDII e dir.respons. di Lisistrata
Gareth Kevin Hauer - vice presidente di
Pro NRW |
La sala che ha
accolto l’evento era gremita da un pubblico molto partecipativo ed
attento alle argomentazioni trattate durante il convegno.
Sono
intervenuti nell’ordine:
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Il presidente di Libertà e Futuro Daniele Baldini, che ha
inaugurato il convegno e ha tenuto a precisare che Libertà e Futuro
è un movimento animato dalla concretezza e dalla volontà di essere
vicino ai cittadini con l’intento dichiarato di interpretare la
realtà e di soddisfare le loro esigenze, difendendo al contempo i
diritti e la libertà di tutti, ha poi aggiunto di avere il piacere
di ospitare il vice presidente del gruppo civico PRO NRW Gareth
Kevin Hauer in quanto il problema della moschea di Forlì
rappresenta il problema di tutta l’Emilia, ma anche quello
dell’Italia e quello della Germania, coinvolgendo perciò tutta
l’Europa democratica. |
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Ha poi preso la parola l’ Avv. Patrizia Zaffagnini che ha
prodotto un ampio exursus sulle leggi che fanno parte della sharia’h
islamica e sulle leggi in vigore nei paesi democratici, mettendole
a confronto. L’avv. Zaffagnini ha messo in evidenza anche la
differenza che passa fra la dichiarazione universale dei diritti
umani redatta dall’ONU e firmata dalla quasi totalità dei Paesi
esistenti al mondo, con l’eccezione dei Paesi islamici che ne hanno
scritta alcuni anni dopo una tutta loro, che non riconosce i
diritti umani basilari.
Ha proseguito spiegando che l’islam è semplicemente una religione,ma
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un
condensato di codici legali e giuridici che lo rendono un progetto
politico. Ha inoltre posto l’accento sul fatto che i principi islamici
non sono compatibili con le leggi dei Paesi europei e che per quanto
attiene alla sharia’h questa non si limita ad essere una legge che
viene seguita nei soli Paesi nei quali è in vigore, ma gli islamici
hanno la pretesa di esportarla anche nei Paesi nei quali sono
immigrati, non rispettando le leggi locali già in vigore per la
popolazione autoctona e questo crea un gravissimo nocumento alla
convivenza fra nativi e immigrati registrando di fatto la realtà che
l’immigrazione islamica ormai rappresenta una vera invasione e che il
primo punto da cui questa invasione irradia le sue lunghe mani è
rappresentato dalla moschea, in quanto non è un semplice luogo di
culto, ma un vero fortino dal quale le armate dei conquistatori partono
all’assalto dei territori che l’islam vuole assoggettare.
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E’ intervenuto Gareth Kevin Hauer che ha ampiamente
illustrato le motivazioni per cui in Germania è nato il movimento
popolare Pro-Koln del quale fa parte e come da questo sia poi nata
la lista civica Pro NRV che ha ottenuto nelle prime elezioni alle
quali si è presentato ben 5 seggi nel Parlamentino di Colonia e che
interpretando il disagio di gran parte della popolazione tedesca,
si sta battendo per impedire la costruzione di altre moschee in
quanto sul territorio tedesco ne esistono ormai circa 7000 anche se
non sono tutte autorizzate e regolari.
Gareth Hauer ha spiegato che l’immigrazione islamica la cui
dominanza è di origine turca in Germania è rappresentata da una
comunità molto |
prepotente che non ha nessuna intenzione di integrarsi con la
popolazione tedesca, tant’è che persino il presidente turco Erdogan ha
lanciato un appello agli immigrati turchi chiedendo loro di non
accettare usi, costumi e leggi tedesche, ma di rimanere fedeli alle
leggi turche, che discendono in parte dalla shari’ah evitando di
integrarsi: “Le moschee sono le nostre caserme, i minareti le nostre
baionette, le cupole i nostri caschi e credenti i nostri soldati.”
Tutte premesse inquietanti.
A dimostrazione di quanto questo atteggiamento domini ormai fra la
comunità islamica di origine turca immigrata è che vi sono interi
quartieri nei quali è difficile potervi accedere se non si è islamici e
non ci si veste nel loro modo usuale, ma fra le cose più gravi vi è il
fatto che qualche “onorevole benpensante filoislamista” sta proponendo
al governo tedesco di insegnare ai giovani tedeschi il turco, con la
motivazione di “favorire l’integrazione” e il problema qui si mette in
evidenza in quanto se questo caso dovesse essere realizzato è chiaro
che l’integrazione non sarà entro la comunità nativa, ma saranno i
nativi a doversi integrare con gli ospiti immigrati assumendone i
comportamenti, gli usi i costumi e le leggi, snaturando completamente
ciò che è la Germania nel suo essere Stato e Società, perdendo perciò
la sua identificazione, la sua storia, la sua cultura e la sua libertà.
Il Verde politico Nargess Eskandari ha dichiarato che la migrazione in
Francoforte è già un dato di fatto e se ai tedeschi non sta bene,
possono sempre andarsene…. :"
Infine Gareth Hauer ha concluso il suo intervento parlando della
manifestazione contro la grande moschea di Colonia, del settembre 2008
per la quale sono stati fatti oggetto di discriminazione, di atti
intimidatori e violenze in modo da impedire che si potesse realizzare.
Per questo ha ringraziato Adriana Bolchini e l’on. Mario Borghezio per
avervi preso parte affrontando la violenza non soltanto verbale degli
antifa, dei no globa, dei black block “pagati dalle organizzazioni
filoislamiste” per impedire il legittimo esercizio della libertà di
pensiero e di parola e dato che la manifestazione si terrà nuovamente
il 9 maggio prossimo, auspica una massiccia partecipazione degli
italiani e del gruppo di Libertà e Futuro, per fare in modo di lottare
uniti per fermare l’islamizzazione dell’Europa.
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Infine la dr.ssa
Adriana Bolchini Gaigher – presidente nazionale ODDII è
intervenuta sull’argomento “ISLAM E TRIBALITA’” spiegando che nella
maggioranza dei Paesi islamici sono in uso comportamenti, usi,
costumi e leggi che sono stati inglobati nella shari’ah anche se
provengono da epoche precedenti e si rifanno ai comportamenti
tribali dei clan delle varie famiglie, che ancora oggi
rappresentano, a differenza che nei Paesi democratici, la famiglia
che non è quella che noi siamo abituati a considerare, costituita
da madre, padre e figli, ma quella rappresentata dal clan, cioè
dalla tribù a capo della quale esiste il capo anziano, con altri anziani che dividono con
lui il potere e lo esercitano
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in modo totalizzante, il cui giudizio non può
essere messo in discussione e che spesso decide, anche in assenza di
cultura e di specifiche caratteristiche, della morte e della vita degli
appartenenti alla tribù.
Adriana Bolchini ha anche spiegato quanto il multiculturalismo si sia
nei fatti dimostrato un fallimento e che l’integrazione non sia quasi
mai possibile con un certo tipo di popolazioni a causa dei retaggi
tribali e violenti che la popolazione tutta, porta con sé ed anche se
emigra verso l’occidente, non potrà mai cambiare il proprio
comportamento ed affrancarsi dalla shari’ah finché questa verrà
considerata una legge divina che deve essere posta sopra tutte le altre
leggi al mondo.
A riprova di questo ha ampiamente spiegato le persecuzioni a cui vanno
soggette le popolazioni di altra religione in territorio islamico, il
razzismo e la discriminazione a cui sono soggetti coloro che non sono
credenti in Allah, il separatismo esistente fra i sessi a discapito
della donna e la crudeltà che le viene riservata in ogni ambito della
vita pubblica e privata della donna nell’islam, che la colpisce dalla
nascita alla morte. Per la donna nulla le è concesso come diritto, non
può scegliere nemmeno chi amare e sposare, non può uscire da casa o
fare la spesa se non le è stato concesso da un “guardiano – padrone”
padre, marito, fratello o comunque un maschio della famiglia.
Per la donna la vita in terra d’islam è un inferno reale.
Infine ha concluso dichiarando che non è possibile parlare di
integrazione per i seguenti motivi:
La shari’ah ammette il sesso
con i bambini poiché concede in spose le fanciulle, i figli sono
considerati una proprietà paterna, ammette la poligamia, la schiavitù
infantile e adulta, la violenza sulle donne, il delitto d’onore anche
solo per sospetto, le pene corporali come la fustigazione in pubblico,
le mutilazioni degli arti, le mutilazioni genitali femminili come
l’escissione del clitoride e l’infibulazione. La lapidazione per reati
sessuali e per gli omosessuali, l’impiccagione mediante asfissia.
Inoltre alle donne viene negata la sessualità e l’affermazione sociale,
non le viene riconosciuta l’emancipazione resta un’eterna minorenne
sottoposta alla volontà di un tutore – guardiano. Come moglie e come
schiave è considerata proprietà e sottoposta a maltrattamenti e torture
sistematiche che non raramente la rendono invalida o la deturpano
irrimediabilmente. Alle donne viene impedita qualsiasi azione
quotidiana che non abbia l’approvazione dei maschi di casa, e nei casi
peggiori non viene loro concesso nemmeno il possesso di una carta
d’identità. Vivono in una apartheid che le discrimina e non fa
prendere loro coscienza dei loro diritti. Nega la parità dei diritti
nei casi di eredità, nega il valore della sua parola nelle
testimonianze legali che viene calcolato solo la metà di un uomo e
viene sottoposta a un continuo lavaggio del cervello in quanto le si
ripete all’infinito che è inferiore al maschio in quanto lui sarebbe
stato prediletto da Allah. |
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Durante tutto il convegno sono state trasmesse immagini e filmati a
suffragio dei temi trattati, che sono serviti a far prendere coscienza
ai presenti di quella che è la realtà islamica, che una forma assurda
di censura, autolesionista e nichilista, dettata dal politically
correct in Europa fa in modo che la realtà spaventosa di quella che non
è una religione, anche se viene fatta passare per tale, ma un vero
progetto politico e giuridico, che comprende al suo interno un sistema
teocratico fermo al mondo delle caverne, non venga conosciuto dalla
popolazione nativa.
Di questa mancanza di informazione, che impedisce di fatto la
possibilità di conoscere una realtà aliena alla propria, invasiva dei
propri sistemi di vita si sono resi responsabili politici e media, che
con questa omissione si sono fatti correi di veri crimini contro
l’umanità, e di cui non si comprende il disegno finale.
Non si capisce bene se si tratta di semplice ignoranza o di avere
venduto la propria anima e la nostra libertà, per 30 sporchi denari.
A.G. - l'articolo originale è stato pubblicato
su
Lisistrata magazine on line
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