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OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE

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FORLI' - Convegno pubblico su ISLAM E IL MONDO OCCIDENTALE

25 Febbraio 2009

 

 

FORLI'- IL CAVALLO DI TROIA DEL XXI SECOLO 

Domenica mattina 22 febbraio 2009 presso il Globus City hotel di Forlì, a cura del movimento Libertà e Futuro, è stata realizzata la manifestazione sul tema: ISLAM E MONDO OCCIDENTALE.

Il tavolo dei relatori intervenuti sui temi presentati era costituito da:
Daniele Baldini – presidente di Libertà e futuro
Avv. Patrizia Zaffagnini – Responsabile Dipartimento Giustizia LF
Dr.ssa Adriana Bolchini Gaigher – presidente nazionale ODDII e dir.respons. di Lisistrata
Gareth Kevin Hauer - vice presidente di Pro NRW

La sala che ha accolto l’evento era gremita da un pubblico molto partecipativo ed attento alle argomentazioni trattate durante il convegno.

Sono intervenuti nell’ordine:

Il presidente di Libertà e Futuro Daniele Baldini, che ha inaugurato il convegno e ha tenuto a precisare che Libertà e Futuro è un movimento animato dalla concretezza e dalla volontà di essere vicino ai cittadini con l’intento dichiarato di interpretare la realtà e di soddisfare le loro esigenze, difendendo al contempo i diritti e la libertà di tutti, ha poi aggiunto di avere il piacere di ospitare il vice presidente del gruppo civico PRO NRW Gareth Kevin Hauer in quanto il problema della moschea di Forlì rappresenta il problema di tutta l’Emilia, ma anche quello dell’Italia e quello della Germania, coinvolgendo perciò tutta l’Europa democratica.

 

 

 

Ha poi preso la parola l’ Avv. Patrizia Zaffagnini che ha prodotto un ampio exursus sulle leggi che fanno parte della sharia’h islamica e sulle leggi in vigore nei paesi democratici, mettendole a confronto.  L’avv. Zaffagnini ha messo in evidenza anche la differenza che passa fra la dichiarazione universale dei diritti umani redatta dall’ONU e firmata dalla quasi totalità dei Paesi esistenti al mondo, con l’eccezione dei Paesi islamici che ne hanno scritta alcuni anni dopo una tutta loro, che non riconosce i diritti umani basilari.
 Ha proseguito spiegando che l’islam è semplicemente una religione,ma

un condensato di codici legali e giuridici che lo rendono un progetto politico. Ha inoltre posto l’accento sul fatto che i principi islamici non sono compatibili con le leggi dei Paesi europei e che  per quanto attiene alla sharia’h questa non si limita ad essere una legge che viene seguita nei soli Paesi nei quali è in vigore, ma gli islamici hanno la pretesa di esportarla anche nei Paesi nei quali sono immigrati, non rispettando le leggi locali già in vigore per la popolazione autoctona e questo crea un gravissimo nocumento alla convivenza fra nativi e immigrati registrando di fatto la realtà che l’immigrazione islamica ormai rappresenta una vera invasione e che il primo punto da cui questa invasione irradia le sue lunghe mani è rappresentato dalla moschea, in quanto non è un semplice luogo di culto, ma un vero fortino dal quale le armate dei conquistatori partono all’assalto dei territori che l’islam vuole assoggettare.

E’ intervenuto Gareth Kevin Hauer che ha ampiamente illustrato le motivazioni per cui in Germania è nato il movimento popolare Pro-Koln del quale fa parte e come da questo sia poi nata la lista civica Pro NRV che ha ottenuto nelle prime elezioni alle quali si è presentato ben 5 seggi nel Parlamentino di Colonia e che interpretando il disagio di gran parte della popolazione tedesca, si sta battendo per impedire la costruzione di altre moschee in quanto sul territorio tedesco ne esistono ormai circa 7000 anche se non sono tutte autorizzate e regolari.

Gareth Hauer ha spiegato che l’immigrazione islamica la cui dominanza è di origine turca in Germania è rappresentata da una comunità molto

prepotente che non ha nessuna intenzione di integrarsi con la popolazione tedesca, tant’è che persino il presidente turco Erdogan ha lanciato un appello agli immigrati turchi chiedendo loro di non accettare usi, costumi e leggi tedesche, ma di rimanere fedeli alle leggi turche, che discendono in parte dalla shari’ah evitando di integrarsi: “Le moschee sono le nostre caserme, i minareti le nostre baionette, le cupole i nostri caschi e credenti i nostri soldati.” Tutte premesse inquietanti.
A dimostrazione di quanto questo atteggiamento domini ormai fra la comunità islamica di origine turca immigrata è che vi sono interi quartieri nei quali è difficile potervi accedere se non si è islamici e non ci si veste nel loro modo usuale, ma fra le cose più gravi vi è il fatto che qualche “onorevole benpensante filoislamista” sta proponendo al governo tedesco di insegnare ai giovani tedeschi il turco, con la motivazione di “favorire l’integrazione” e il problema qui si mette in evidenza in quanto se questo caso dovesse essere realizzato è chiaro che l’integrazione non sarà entro la comunità nativa, ma saranno i nativi a doversi integrare con gli ospiti immigrati assumendone i comportamenti, gli usi i costumi e le leggi, snaturando completamente ciò che è la Germania nel suo essere Stato e Società, perdendo perciò la sua identificazione, la sua storia, la sua cultura e la sua libertà.
Il Verde politico Nargess Eskandari ha dichiarato che la migrazione in Francoforte è già un dato di fatto e se ai tedeschi non sta bene, possono sempre andarsene…. :"
Infine Gareth Hauer ha concluso il suo intervento parlando della manifestazione contro la grande moschea di Colonia, del settembre 2008 per la quale sono stati fatti oggetto di discriminazione, di atti intimidatori e violenze in modo da impedire che si potesse realizzare. Per questo ha ringraziato Adriana Bolchini e l’on. Mario Borghezio per avervi preso parte affrontando la violenza non soltanto verbale degli antifa, dei no globa, dei black block “pagati dalle organizzazioni filoislamiste” per impedire il legittimo esercizio della libertà di pensiero e di parola e  dato che la manifestazione si terrà nuovamente il 9 maggio prossimo, auspica una massiccia partecipazione degli italiani e del gruppo di Libertà e Futuro, per fare in modo di lottare uniti per fermare l’islamizzazione dell’Europa.

Infine la dr.ssa Adriana Bolchini Gaigher – presidente nazionale ODDII è intervenuta sull’argomento “ISLAM E TRIBALITA’” spiegando che nella maggioranza dei Paesi islamici sono in uso comportamenti, usi, costumi e leggi che sono stati inglobati nella shari’ah anche se provengono da epoche precedenti e si rifanno ai comportamenti tribali dei clan delle varie famiglie, che ancora oggi rappresentano, a differenza che nei Paesi democratici, la famiglia che non è quella che noi siamo abituati a considerare, costituita da madre, padre e figli, ma quella rappresentata dal clan, cioè dalla tribù a capo della quale esiste il capo anziano, con altri anziani che dividono con lui il potere e lo esercitano

in modo totalizzante, il cui giudizio non può essere messo in discussione e che spesso decide, anche in assenza di cultura e di specifiche caratteristiche, della morte e della vita degli appartenenti alla tribù.
Adriana Bolchini ha anche spiegato quanto il multiculturalismo si sia nei fatti dimostrato un fallimento e che l’integrazione non sia quasi mai possibile con un certo tipo di popolazioni a causa dei retaggi tribali e violenti che la popolazione tutta, porta con sé ed anche se emigra verso l’occidente, non potrà mai cambiare il proprio comportamento ed affrancarsi dalla shari’ah finché questa verrà considerata una legge divina che deve essere posta sopra tutte le altre leggi al mondo.
A riprova di questo ha ampiamente spiegato le persecuzioni a cui vanno soggette le popolazioni di altra religione in territorio islamico, il razzismo e la discriminazione a cui sono soggetti coloro che non sono credenti in Allah, il separatismo esistente fra i sessi a discapito della donna e la crudeltà che le viene riservata in ogni ambito della vita pubblica e privata della donna nell’islam, che la colpisce dalla nascita alla morte. Per la donna nulla le è concesso come diritto, non può scegliere nemmeno chi amare e sposare, non può uscire da casa o fare la spesa se non le è stato  concesso da un “guardiano – padrone” padre, marito, fratello o comunque un maschio della famiglia.
Per la donna la vita in terra d’islam è un inferno reale.
Infine ha concluso dichiarando che non è possibile parlare di integrazione per i seguenti motivi:

La shari’ah ammette il sesso con i bambini poiché concede in spose le fanciulle, i figli sono considerati una proprietà paterna, ammette la poligamia, la schiavitù infantile e adulta, la violenza sulle donne, il delitto d’onore anche solo per sospetto, le pene corporali come la fustigazione in pubblico, le mutilazioni degli arti, le mutilazioni genitali femminili come l’escissione del clitoride e l’infibulazione. La lapidazione per reati sessuali e per gli omosessuali, l’impiccagione mediante asfissia.
Inoltre alle donne viene negata la sessualità e l’affermazione sociale, non le viene riconosciuta l’emancipazione resta un’eterna minorenne sottoposta alla volontà di un tutore – guardiano. Come moglie e come schiave è considerata proprietà e sottoposta a maltrattamenti e torture sistematiche che non raramente la rendono invalida o la deturpano irrimediabilmente. Alle donne viene impedita qualsiasi azione quotidiana che non abbia l’approvazione dei maschi di casa, e nei casi peggiori non viene loro concesso nemmeno il possesso di una carta d’identità. Vivono in una  apartheid che le discrimina e non fa prendere loro coscienza dei loro diritti. Nega la parità dei diritti nei casi di eredità, nega il valore della sua parola nelle testimonianze legali che viene calcolato solo la  metà di un uomo e viene sottoposta a un continuo lavaggio del cervello in quanto le si ripete all’infinito che è inferiore al maschio in quanto lui sarebbe stato prediletto da Allah.
 

Durante tutto il convegno sono state trasmesse immagini e filmati a suffragio dei temi trattati, che sono serviti a far prendere coscienza ai presenti di quella che è la realtà islamica, che una forma assurda di censura, autolesionista e nichilista, dettata dal politically correct in Europa fa in modo che la realtà spaventosa di quella che non è una religione, anche se viene fatta passare per tale, ma un vero progetto politico e giuridico, che comprende al suo interno un sistema teocratico fermo al mondo delle caverne, non venga conosciuto dalla popolazione nativa.
Di questa mancanza di informazione, che impedisce di fatto la possibilità di conoscere una realtà aliena alla propria, invasiva dei propri sistemi di vita  si sono resi responsabili politici e media, che con questa omissione si sono fatti correi di veri crimini contro l’umanità, e di cui non si comprende il disegno finale.
Non si capisce bene se si tratta di semplice ignoranza o di avere venduto la propria anima e la nostra libertà, per 30 sporchi denari.

 
A.G.   -  l'articolo originale è stato pubblicato su Lisistrata magazine on line