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La resistenza attiva alla sharh’ia e al jihad è cominciata
Il gruppo dei rappresentanti delle
città che hanno partecipato alle manifestazioni, dopo la conferenza
stampa si è ritrovato nella Gran Place di Anversa, antistante il
Parlamento Municipale, visitato poco prima.
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Nei
giorni 16 e 17 di gennaio, con una nostra delegazione come
O.D.D.I.I. e Lisistrata (magazine on line) sono stata ad Anversa -
Le Fiandre (Belgio) per dire ancora una volta, con voce ferma e
determinata NO ALL'ISLAMIZZAZIONE FORZATA DELL'EUROPA
- La giornata del 16 si è svolta praticamente a porte chiuse, in quanto
ci siamo ritrovati ed abbiamo preso visione di tutto ciò che il 17
avrebbe dovuto essere realizzato. |
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Alla mattina del 17 si è tenuta una conferenza stampa alla presenza
dei parlamentari delle Fiandre in rappresentanza del partito flammingo,
che attraverso l'intervento di mr. Filip Dewinter e le rappresentanze
del Parlamento cittadino, hanno risposto alle domande poste loro dai
giornalisti, spiegando loro che ciò di cui il gruppo organizzatore e
tutti i partecipanti erano contrari non era in se e per se l'islam
intesa come religione, ma il fatto che l'islam si stavai mponendo ai
cittadini Belgi e (come ben sapete tutti voi) anche agli altri popoli
europei attraverso forme di prepotenze e di razzismo che tendono ad
accusare i Paesi ospitanti ed i loro cittadini di mancanza di
sensibilità nei confronti dell'islam, quando invece è l'islam stesso a
non rispettare le leggi e la costituzione dei Paesi nei quali sono
emigrati.
Si contesta perciò la manifesta e continua sostituzione di simboli
appartenenti ai luoghi e perciò alla popolazione autoctona, in cui gli
immigrati si sono insediati, passando perciò da una imposizione forzata
di islamizzazione che non riguarda soltanto gli usi e i costumi, ma sta
cambiando letteralmente il volto e l'anima del Paese obbligando le
popolazioni native a situazioni ben più pesanti per loro, in quanto
hanno prodotto la perdita di diritti inalienabili che ormai erano stati
raggiunti e stabilizzati, come la democrazia, la libertà, il rispetto
del valore di tutti i cittadini, donne e bambini in eguale misura agli
uomini, imponendo una shariah totalmente aliena al tessuto sociale che
crea un nocumento gravissimo e insanabile, se questi non viene fermato. |
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Fra le
cose che sono state lamentate, vi è la mancanza di volontà di
integrazione dei gruppi di immigrati islamici, in particolare i
pachistani, che preferistino chiudersi in zone delimitate, creando vere
e proprie enclavi che producono apartaid nei confronti dei nativi, che
si trovano ad attraversare interi quartieri ostili alla presenza di chi
non è musulmano e non parla la lingua araba, tantè che molti negozi non
hanno nemmeno la scritta in lingua locale ma soltanto in arabo e già
sono apparse strade con le diciture arabe stampate sopra a quelle
locali.
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Il
fatto che la stampa con dicitura araba sia stato posta sopra a quella
locale, è analogica al fatto che i minareti della moschea costruita ad
Anversa sovrastino tutte le strutture cittadine in altezza, perché
dimostrano, non solo simbolicamente, ma nelle azioni e nei fatti, la
volontà di affermare il principio della supremazia islamica, cosa
questa che nel tempo ha creato un vero e proprio razzismo nei confronti
delle popolazioni autoctone che si sentono discriminate
dall'atteggiamento degli islamici e soprattutto dall'atteggiamento
delle autorità locali che sono talmente permissive e accondiscendenti
nei confronti di tali abusi, da rendere ogni giorno di più, difficile
la convivenza fra Europei e Islamici. |
Mr.
Filip Dewinter Filip Dewinter, con seduti alla sua sinistra Heinz
Christian Strache e Anke Van Dermeersch, ha chiesto formalmente
attraverso la Stampa di dare voce a ciò che verrà in seguito chiesto al
Parlamento Europeo e alle varie Nazioni Europee di operare una
moratoria contro tutte le nuove costruzioni di mega moschee che sono in
progetto in molte città Europee e che dimostrano una strategia ben
precisa di cui si vuole prendere conoscenza fino in fondo. Capire chi
c'è dietro questi progetti, le motivazioni reali sul fatto che i
progetti siano così giganteschi e non corrispondano alle esigenze reali
della presenza attuale dei musulmani sui territori, inoltre a chi sono
affidate come responsabilità soprattutto di indottrinamento delle folle
islamiche, poiché fino ad oggi la maggior parte di coloro che
presentano tali progetti sono in qualche modo dirette emanazioni dei
"Fratelli musulmani" che rappresentano il salafismo più intransigente e
pericoloso, quello che ha prodotto il terrorismo di cui gran parte del
mondo è attualmente vittima, poiché nell'ideologia vi è un'esaltazione
della morte e del martirio omicida e non della pace, come all'apparenza
viene sostenuto quello che dovrebbe essere un "dialogo", ma che resta
lettera morta dentro le moschee ed i centri culturali ove la
predicazione è troppo spesso contraria ad ogni regola di convivenza
civile, democratica, di rispetto delle culture e delle religioni degli
altri.
A
supporto di questa convinzione esistono le cellule salafite
terroristiche scoperte in ogni Paese Europeo, Italia compresa ed il
fatto che le prediche e gli insegnamenti dottrinali e non soltanto
quelli vengono fatti in lingua araba e non locale.
(proviamo ad immaginare se nei templi induisti sui territori europei
venissero svolte prediche in lingua indiana o se nelle chiese
protestanti venissero svolte le prediche in lingua inglese, o nelle
chiese copte venissero svolte prediche in lingua mediorientale, o in
chiese ortodosse in lingua russa, o in templi buddisti in lingua cinese
o giapponese, in sinagoghe ebree in lingua aramaica o yddish, ecc...
questo sarebbe inaccettabile per la predicazione, creerebbe
inevitabilmente un problema di integrazione)
Come viene dimostrato dai fatti, purtroppo, in gran parte del mondo
musulmano essere di religione diversa da quella islamica è
pericolosissimo ed in particolare in questi anni, i cristiani di tutte
le confessioni sono stati perseguitati, sottoposti a regimi che li
hanno obbligati a diventare cittadini di serie B e spesso assassinati
barbaramente. Così come in tutto il mondo islamico è impossibile
convertirsi ad altra religione o si rischia la propria vita e quella
dei propri famigliari. Le chiese dei cristiani, sono spesso attaccate,
incendiate, distrutte e i loro simboli cancellati, proibiti e questo
non soltanto in Arabia Saudita, ma in Egitto, in Iraq, in Iran, in
Turchia, in Pakistan, in Afghanistan, in Palestina, in Indonesia e in
troppi altri paesi musulmani.
Questa forma di presunzione e di
supremazia, purtroppo è applicata da molti musulmani anche nei paesi
europei, come dimostra
questo video e
anche da questa forma di violenza che è nata la "resistenza all'islamizzazione
forzata dell'Europa". |