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LONDOSTAN RIFIUTA ASILO POLITICO A GAY IRANIANA e la rimpatria
forzatamente con un volo che partirà da Londra il 28 agosto prossimo
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Noi aderiamo all'appello che l'organizzazione EveryOne sta facendo in rete
per un SIT-IN dimostrativo che si svolgerà lunedì 27 agosto, alle ore 18,30 -
davanti all'Ambascioata Inglese di Roma - in via XX Settembre 80a
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nella fotografia:
Pegah Emambakhsh
Vi chiediamo di aiutarla a restare in
Inghilterra, seguendo le indicazioni del gruppo EveryOne, che mette a
disposizione questi due indirizzi mail
matteo.pegoraro@infinito.it
roberto.malini@annesdoor.com per inviare un appello alle autorità
inglesi con cui sono in contatto per impedire questo crimine.
Nella mail indicate il vostro
nome e cognome, l’oggetto “Adesione appello caso Pegah
Emambakhsh” e scrivete una
breve supplica con le vostre parole perché sia dato lei asilo.
NON
ABBANDONIAMOLA AD UN DESTINO COSI’ FEROCE |
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HELP ME!!! |
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Londra rifiuta
asilo ad una lesbica iraniana. Scandalo nel mondo.
pubblicato da
Libero Reporter
Schieramenti arcigay impegnati nella lotta per i diritti umani chiedono
l’intervento anche dei politici per aiutare la donna ad evitare la
lapidazione.
Non ha ucciso e non ha rubato.
Pegah Emambakhsh non ha commesso alcun reato per meritare la
lapidazione.
E’ solo colpevole di omosessualità, che in Iran si “epura” con la
morte.
La donna era fuggita nel 2005 dall’Iran a Londra, con richiesta di
asilo, ben conscia della pena che le avrebbero inferto se fosse rimasta
nel paese natìo. La sua compagna è già in carcere e nessuno sa ne’ dove
sia, ne’ che futuro le sia assegnato.
Pegah è scappata da un matrimonio combinato, dal quale ha avuto anche
due figli, lasciati anch’essi in Iran.
Lo scandalo è scoppiato quando la Gran Bretagna ha fatto sapere di
voler deportare Pegah perché
“non c'è modo di dimostrare il suo orientamento sessuale”.
Viene negata, quindi, la richiesta di asilo presentata dalla donna.
Sono scese subito in campo le associazioni gay chiedendo che sia
rispettata la Convenzione dell’Onu, sottoscritta anche dal Regno Unito,
in cui si garantisce protezione a coloro che temono persecuzioni per
ragioni politiche, sociali, religiose e di nazionalità.
L'Arcigay chiederà a Romano Prodi di fare pressione sul premier inglese
perché tale legislazione venga doverosamente assolta.
Nel caso non venisse dato seguito alla sua richiesta, Pegah finirebbe
su un volo British Airways, dal quale sbarcherebbe diretta in carcere…
e nessuno saprebbe più nulla di lei.
Si legge sul sito dell’associazione italiana EveryOne che si sta
occupando del caso:
"Se siamo ancora esseri umani, non permettiamo che Pegah salga su
quell'aereo" e continua: “Il Governo britannico è in procinto di
deportarla il 23 agosto 2007. Il Gruppo EveryOne è affiancato e
sostenuto da molte organizzazioni internazionali per i diritti umani.
E' di oggi la notizia che l'Ambasciata Britannica a Roma si è impegnata
a portare nelle sedi adeguate e con urgenza il caso di Pegah.
Sono state inviate migliaia di email a protesta, sono stati coinvolti
gli schieramenti politici ma “Nonostante questo, l'Ufficio preposto
alle richieste di asilo e applicazioni di Visa non solo ha ignorato
l'appello, ma proprio per evitare che la protesta possa ottenere
ascolto, ha anticipato la deportazione di Pegah.”
AIUTIAMO ANCHE NOI PEGAH! NON DEVE SUBIRE LA FOLLIA DEGLI UOMINI!
I suoi orientamenti sessuali non possono e non devono essere
pregiudizievoli; in gioco c'è sempre un vita umana.
Leggi il comunicato stampa
del
Gruppo EveryOne “FERMIAMO QUEL VOLO VERSO LA MORTE”
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Noi
aderiamo all'iniziativa in qualità di O.D.D.I.I. Osservatorio del
Diritto Italiano ed Internazionale e ci dichiariamo completamente
disgustati, perché l'Europa sta andando verso una deriva spaventosa,
nella quale riconosce "presunti diritti" agli integralisti islamici che
hanno la pretesa di trapiantare qua i loro costumi tribali e
illiberali, oltre che barbarici attraverso una forma di legge ispirata
dalle teocrazie più arroganti -come la sharjia- e rifiutano e di
dare appoggio a tutti quegli immigrati, anche islamici, che si trovano
in disgrazia con i governi con i quali i nostri "governanti imbelli"
credono di poter trarre qualche profitto dialogando
sulla pelle delle vittime, delle quali non tengono mai conto.
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Questa
notizia, onestamente mi crea molte perplessità. E’ per me molto
difficile accettare le discriminazioni e questo vale per ogni cosa.
Beninteso sono per i valori delle differenze, nel senso che non
ritengo che siamo tutti uguali, ma ritengo che nelle nostre differenze
esistano per tutti diritti e doveri che debbono avere una base di
partenza uguale, anzi di più: identica.
Non si può e non si deve discriminare qualcuno per ciò che è,
nella sua persona, nella sua fede, nelle sue idee politiche, nella sua
fisicità ed in tutte le sue manifestazioni naturali o inclinazioni
psicologiche.
Ciò che si può mettere in dubbio o mettere alla porta e in
moltissimi casi imprigionare, per proteggere la società, è il
comportamento scorretto in ogni sua forma, dalla semplice maleducazione
al vandalismo, fino al peggiore delitto, poiché questo rappresenta la
devianza che lede la società nella sua struttura e la indebolisce al
punto di arrivare a volte ad ucciderla.
Questo sta accadendo in Europa e l’Inghilterra, così tollerante
verso gli estremisti islamici, al punto da avere dato persino
ospitalità e prestigio a un ideologo dell’islam integralista, e
pericoloso come Tariq Ramadam; lasciati liberi gli integralisti
pakistani di immettere nella società inglese il loro dna di odio e di
morte, che li ha condotti alla fine a rivoltarsi contro la società
inglese stessa, con attentati terroristici che hanno seminato la
disperazione… e ancora: favorito il cambiamento di costumi poiché
persino nelle strutture pubbliche oggi esistono spazi separati in cui
gli immigrati islamici impongono le proprie costumanze e tutto questo
va a decremento dell’armonica convivenza fra comunità ed etnie con
diverse ideologie e religioni.
Oggi questa società così permissiva e tollerante, nega il
rifugio politico a una persona, che tutt’al più potrebbe, come estremo
fastidio per la società inglese, partecipare alla prossima carnevalata
dell’orgoglio gay, come se non sapesse ciò che sta accadendo in Iraq e
cosa aspetta questa persona, anche solo per il semplice fatto di avere
dichiarato la sua omosessualità.
A volte mi vergogno di essere italiana, ma forse faccio un
errore e l’unica vergogna che esiste e che dovrei provare, è di
appartenere alla razza umana, che non mette limiti alle sue brutture e
crudeltà, queste sanno superare anche la più incredibile e deviata
fantasia.
Il nuovo Primo ministro inglese Gordon Brown, ma anche il sindaco di
Londra Ken Livingstone, si dovranno vergognare molto presto per ciò
che hanno deliberato, poiché posseggono l’accesso alla conoscenza e le
informazioni dirette, per sapere che in Iran non c’è giustizia, non c’è
tolleranza, non c’è più umanità. E se ancora nutrono dei dubbi possono
sempre chiederlo ai soldati sequestrati dai pasdaran iraniani, mentre
pattugliavano le coste irachene, o chiederlo ai rifugiati politici e
alla dissidenza di coloro che sono dovuti scappare dalla teocrazia
iraniana.
In assenza di informazioni, potrebbero fare appello alla propria
coscienza, sempre che ne abbiano una, cosa sulla quale ormai nutro
seri dubbi.
Adriana Bolchini Gaigher
AGGIORNAMENTO
Alla fine della vicenda l'asilo politico è stato
concesso e
Pegah Emambakhsh
resterà a vivere in Inghilterra.
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