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OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE

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LONDOSTAN RIFIUTA ASILO POLITICO A GAY IRANIANA

24 Agosto  2007

 

 

LONDOSTAN RIFIUTA ASILO POLITICO A GAY IRANIANA e la rimpatria forzatamente con un volo che partirà da Londra il 28 agosto prossimo  - Noi aderiamo all'appello che l'organizzazione EveryOne sta facendo in rete per un SIT-IN dimostrativo che si svolgerà lunedì 27 agosto, alle ore 18,30 - davanti all'Ambascioata Inglese di Roma - in via XX Settembre 80a

nella fotografia: Pegah Emambakhsh

Vi chiediamo di aiutarla a restare in Inghilterra, seguendo le indicazioni del gruppo EveryOne, che mette a disposizione questi due indirizzi mail matteo.pegoraro@infinito.it     roberto.malini@annesdoor.com  per inviare un appello alle autorità inglesi con cui sono in contatto per impedire questo crimine.
Nella mail indicate il vostro nome e cognome, l’oggetto “Adesione appello caso Pegah Emambakhsh”  e scrivete una breve supplica con le vostre parole perché sia dato lei asilo.  
NON ABBANDONIAMOLA AD UN DESTINO COSI’ FEROCE

  HELP ME!!!

 

Londra rifiuta asilo ad una lesbica iraniana. Scandalo nel mondo.
pubblicato da Libero Reporter
Schieramenti arcigay impegnati nella lotta per i diritti umani chiedono l’intervento anche dei politici per aiutare la donna ad evitare la lapidazione.
Non ha ucciso e non ha rubato.
Pegah Emambakhsh non ha commesso alcun reato per meritare la lapidazione.
E’ solo colpevole di omosessualità, che in Iran si “epura” con la morte.
La donna era fuggita nel 2005 dall’Iran a Londra, con richiesta di asilo, ben conscia della pena che le avrebbero inferto se fosse rimasta nel paese natìo. La sua compagna è già in carcere e nessuno sa ne’ dove sia, ne’ che futuro le sia assegnato.
 
Pegah è scappata da un matrimonio combinato, dal quale ha avuto anche due figli, lasciati anch’essi in Iran.
Lo scandalo è scoppiato quando la Gran Bretagna ha fatto sapere di voler deportare Pegah perché
“non c'è modo di dimostrare il suo orientamento sessuale”.  Viene negata, quindi, la richiesta di asilo presentata dalla donna.
Sono scese subito in campo le associazioni gay chiedendo che sia rispettata la Convenzione dell’Onu, sottoscritta anche dal Regno Unito, in cui si garantisce protezione a coloro che temono persecuzioni per ragioni politiche, sociali, religiose e di nazionalità.
L'Arcigay chiederà a Romano Prodi di fare pressione sul premier inglese perché tale legislazione venga doverosamente assolta.
Nel caso non venisse dato seguito alla sua richiesta, Pegah finirebbe su un volo British Airways, dal quale sbarcherebbe diretta in carcere… e nessuno saprebbe più nulla di lei.
Si legge sul sito dell’associazione italiana EveryOne che si sta occupando del caso:
"Se siamo ancora esseri umani, non permettiamo che Pegah salga su quell'aereo" e continua: “Il Governo britannico è in procinto di deportarla il 23 agosto 2007. Il Gruppo EveryOne è affiancato e sostenuto da molte organizzazioni internazionali per i diritti umani. E' di oggi la notizia che l'Ambasciata Britannica a Roma si è impegnata a portare nelle sedi adeguate e con urgenza il caso di Pegah.
Sono state inviate migliaia di email a protesta, sono stati coinvolti gli schieramenti politici ma “Nonostante questo, l'Ufficio preposto alle richieste di asilo e applicazioni di Visa non solo ha ignorato l'appello, ma proprio per evitare che la protesta possa ottenere ascolto, ha anticipato la deportazione di Pegah.”
AIUTIAMO ANCHE NOI PEGAH! NON DEVE SUBIRE LA FOLLIA DEGLI UOMINI!  
I suoi orientamenti sessuali non possono e non devono essere pregiudizievoli; in gioco c'è sempre un vita umana.

Leggi il comunicato stampa del Gruppo EveryOne “FERMIAMO QUEL VOLO VERSO LA MORTE”

 

Noi aderiamo all'iniziativa in qualità di O.D.D.I.I. Osservatorio del Diritto Italiano ed Internazionale e ci dichiariamo completamente disgustati, perché l'Europa sta andando verso una deriva spaventosa, nella quale riconosce "presunti diritti" agli integralisti islamici che hanno la pretesa di trapiantare qua i loro costumi tribali e illiberali, oltre che barbarici attraverso una forma di legge ispirata dalle teocrazie più arroganti -come la sharjia-  e rifiutano e di dare appoggio a tutti quegli immigrati, anche islamici, che si trovano in disgrazia con i governi con i quali i nostri "governanti imbelli" credono di  poter trarre qualche profitto   dialogando sulla pelle delle vittime, delle quali non tengono mai conto.

 

Questa notizia, onestamente mi crea molte perplessità. E’ per me molto difficile accettare le discriminazioni e questo vale per ogni cosa.  Beninteso sono per i valori delle differenze, nel senso che non ritengo che siamo tutti uguali, ma ritengo che nelle nostre differenze esistano per tutti diritti e doveri che debbono avere una base di partenza uguale, anzi di più: identica.  
Non si può e non si deve discriminare qualcuno per ciò che è, nella sua persona, nella sua fede, nelle sue idee politiche, nella sua fisicità ed in tutte le sue manifestazioni naturali o inclinazioni psicologiche.
Ciò che si può mettere in dubbio o mettere alla porta e in moltissimi casi imprigionare, per proteggere la società, è il comportamento scorretto in ogni sua forma, dalla semplice maleducazione al vandalismo, fino al peggiore delitto, poiché questo rappresenta la devianza che lede la società nella sua struttura e la indebolisce al punto di arrivare a volte ad ucciderla.
Questo sta accadendo in Europa e l’Inghilterra, così tollerante verso gli estremisti islamici, al punto da avere dato persino ospitalità e prestigio a un ideologo dell’islam integralista, e pericoloso come Tariq Ramadam;  lasciati liberi gli integralisti pakistani di immettere nella società inglese il loro dna di odio e di morte, che li ha condotti alla fine a rivoltarsi contro la società inglese stessa, con attentati terroristici che hanno seminato la disperazione… e ancora: favorito il cambiamento di costumi poiché persino nelle strutture pubbliche oggi esistono spazi separati in cui gli immigrati islamici impongono le proprie costumanze e tutto questo va a decremento dell’armonica convivenza fra comunità ed etnie con diverse ideologie e religioni.  
Oggi questa società  così permissiva e tollerante, nega il rifugio politico a una persona, che tutt’al più potrebbe, come estremo fastidio per la società inglese, partecipare alla prossima carnevalata dell’orgoglio gay, come se non sapesse ciò che sta accadendo in Iraq e cosa aspetta questa persona, anche solo per il semplice fatto di avere dichiarato la sua omosessualità.
A volte mi vergogno di essere italiana, ma forse faccio un errore e l’unica vergogna che esiste e che dovrei provare, è di appartenere alla razza umana, che non mette limiti alle sue brutture e crudeltà, queste sanno superare anche la più incredibile e deviata fantasia.
Il nuovo Primo ministro inglese Gordon Brown, ma anche il sindaco di Londra Ken Livingstone, si dovranno vergognare molto presto per ciò che hanno deliberato, poiché posseggono l’accesso alla conoscenza  e le informazioni dirette, per sapere che in Iran non c’è giustizia, non c’è tolleranza, non c’è più umanità.  E se ancora nutrono dei dubbi possono sempre chiederlo ai soldati sequestrati dai pasdaran iraniani, mentre pattugliavano le coste irachene, o chiederlo ai rifugiati politici e alla dissidenza di coloro che sono dovuti scappare dalla teocrazia iraniana.
In assenza di informazioni, potrebbero fare appello alla propria coscienza, sempre che ne abbiano una, cosa sulla quale ormai nutro seri dubbi.  

Adriana Bolchini Gaigher

 

AGGIORNAMENTO

Alla fine della vicenda l'asilo politico è stato concesso e Pegah Emambakhsh resterà a vivere in Inghilterra.