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E' PARTITO L'ITER PER IL REFERENDUM DEI CITTADINI DI BOLOGNA, CHE
DICONO NO AL NUOVO CENTRO ISLAMICO, VERA ENCLAVE ISLAMICA NEL CUORE DELLA
CITTA' DI BOLOGNA, CHE SECONDO LA SINISTRA GIUNTA DI COFFERATI , DOVREBBE
ESSERE REALIZZATO A SPESE DEI CITTADINI ITALIANI, VISTO CHE GRAVERA' SU DI
LORO QUESTO MANCATO INTROITO COMUNALE E SENZA IL RISPETTO DELLA
COSTITUZIONE ITALIANA.
Nonostante la manifestazione sia stata boicottata
dalla stampa e dalle TV,
è stato già al primo incontro raggiunto il quorum di adesioni necessarie a
avviare l’iter della raccolta firme affinché il quesito referendario sulla
costruzione del nuovo centro islamico, che nei disegni degli islamici e di
Cofferati dovrebbe andare ad occupare un’area vastissima di oltre 52.000
metri quadri, di cui più sotto vedrete la planimetria.
L’amministrazione della Città di Bologna,
nella persona del sindaco ex sindacalista Cofferati, con un colpo gobbo e
senza aver seguito le procedure legali e il rispetto delle regole
democratiche, ha stipulato una serie di accordi con i rappresentanti dell’U.C.O.I.I.
– alla faccia della concertazione che ha sempre imposto a tutti quando faceva
il sindacalista d’assalto- in relazione al progetto della costruzione di un
gigantesco centro islamico, nel quale non esisterà solo una moschea, ma tutta
una serie di attività legate alla vita della comunità islamica che andranno
dalla scuola che viene fatta partire dall’asilo fino all’università, le
attività culturali e ludiche, come sport, musica, cinema, gli ambulatori
medici, gli ospedali, i centri di ricerca e persino macellerie halal e
centri commerciali.
Di fatto una città nella
città, creando un separatismo
inaccettabile fra i cittadini italiani e gli islamici che con la scusa della
religione avranno la possibilità di sottrarsi a tutti i controlli e le regole
che i cittadini italiani invece debbono rispettare e accettare e quello che
appare ancora più grave è che la sottrazione di “legittimi poteri” alle
amministrazioni italiane, genererà una vera e propria enclave islamica sul
nostro territorio. Un bacino di cultura ideale per il portare a termine l’islamizzazione
che i paesi integralisti hanno ormai avviato in Europa.
A Bologna giovedì 14,seguendo un copione ormai
diventato penoso,
oltre che noioso, un gruppuscolo di facinorosi squadristi rossi, che risponde
all’esotico nome di “no global” ha stazionato fuori dalla splendida Sala
dell’affresco del Barracano (realizzato nel XVI secolo), posta all’interno
dell’ex tempio malatestiano, per cercare di impedire lo svolgimento della
Conferenza sul tema [b]NO ALLA MOSCHEA PERCHE’… [/b] .
Grazie alla forze di
polizia presenti, Il prepotente e arrogante gruppuscolo si è potuto esprimere
solo entro i limiti di una delle poche varianti dell’armamentario in possesso
di questi “bravi ragazzi anti globalizzazione” che si sono esibiti in una
performance degna delle peggiori bettole di porto, che conteneva offese e
volgarità irripetibili all’indirizzo dell’organizzazione e del pubblico, che
lasciamo indovinare ai lettori nel libero utilizzo della loro fantasia.
E’ ammirevole la
foga con la quale questi pittoreschi personaggi da sottobosco politico si
mobilitano contro il diritto di manifestazione altrui, evidentemente nella
loro totale ignoranza del concetto e della realtà della democrazia e dei
diritti dei loro stessi concittadini, verso cui dimostrano il disprezzo
assoluto, ogni volta, dopo aver baciato l’immaginetta del Che Guevara (icona
pacifista della sinistra più becera) si gettano spesso armati di spranghe e
mazze sui generis, nella mischia con il ruolo dei “castigamatti” quasi fosse
un loro preciso compito istituzionale o avessero ricevuto tale incarico da
“mandato divino”.
Comunque, a parte la sequela di improperi
distribuiti a piene mani e polmoni all’indirizzo di tutti coloro che avevano
l’ardire di varcare la soglia del Palazzo, (e lo hanno fatto proprio in
molti, come avete visto dalle foto qua sopra) per partecipare alla conferenza
ed aderire al quesito referendario non è successo altro e la manifestazione è
stata un vero successo, che però è stato reso possibile grazie
all’instancabile opera divulgativa e organizzativa messa in moto e condotta
fino in porto dalla signora Norma Tarozzi.
La signora Tarozzi, che non
si era mai occupata di politica,
si è vista costretta dai problemi emergenti creati dall’invasione degli
extracomunitari e dell’islamismo prepotente e dilagante, svolgere a proprie
spese e sacrificio, un’opera di contenimento e di difesa del territorio
bolognese e della comunità italiana che a Bologna ormai vive imprigionata
dall’aggressività di orde di barbari calati come una mannaia sulla città e
che le autorità preposte si guardano bene dal difenderne i diritti, anche se
le aggressioni fisiche sono ormai all’ordine del giorno.
Il presentatore e moderatore della serata Gianpiero Bagni,
consigliere della Lega Nord di S. Lazzaro di Savena, ha presentato i relatori
che hanno messo a disposizione del pubblico i loro interventi sugli argomenti
di loro pertinenza ed ha portato i saluti del
prof. Silvio Calzolari,
docente di islamismo dell’Università Pontificia di Firenze, assente
giustificato per esami.
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Nel mio intervento,
ho spiegato al pubblico il pericolo rappresentato dall’integralismo
islamico, che sfortunatamente per gli italiani, i rappresentanti delle
nostre istituzioni, hanno scelto come interlocutori privilegiati coloro
che militano proprio in questa parte, relegando gli islamici liberali e
democratici, che sono la maggioranza, ad un ruolo marginale, senza
tenere conto della democrazia e soprattutto del fatto che i soggetti a
cui hanno dato troppo spazio sono autoreferenziali e non sono stati
investiti dalla comunità islamica, dell’incarico che stanno
assumendosi, semplicemente facendo leva sulla nostra mancanza di
conoscenza delle differenze che esistono nelle diverse dottrine
islamiche, sì da creare una vera e propria discriminazione nei
confronti di tutti gli altri islamici, oltre che nei nostri perché le
concessioni che vengono loro fatte, sono tutte a nostre spese e sulla
nostra pelle. |
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La cosa più grave però
è che ciò su cui
stiamo reclamando attenzione da molto tempo, è che non si tratta di
timori infondati, ma esistono infinite prove documentate dai fatti
tragici che hanno colpito in modo indifferenziato le comunità
occidentali, partendo dai singoli casi in cui intellettuali di ogni
tipo sono stati assassinati, a stragi di massa come negli attentati
nelle metropolitane o alle due torri di New York o a ribellioni guidate
ad arte per andare contro le ambasciate occidentali e bruciare le
chiese, nonché uccidere religiosi cristiani.
Infatti,
non si tratta semplicemente di esercitare il loro culto in perfetta
libertà, ma si tratta di un progetto politico che vuole entrare nei
sistemi democratici, servendosi degli stessi strumenti che la
democrazia offre, per poter imporre la legge islamica su quella delle
nazioni ospitanti, alle quali in cambio non offre nemmeno il rispetto
della Costituzione.
Tale progetto infatti si serve
strumentalmente della religione,
poiché approfitta
della buona disposizione d’animo delle popolazioni che li ospitano,
impedendo qualsiasi tipo di critica e imponendo con questo sistema i
propri diktat ai paesi ospitanti, che non ricevono in cambio ciò che è
basilare affinché esista un dialogo vero e non chiacchiere vuote che
servono soltanto per imporre un regime dittatoriale nella forma e nella
sostanza: [b]LA RECIPROCITA’[/b] che in ogni trattativa è il [b]GRANDE
ASSENTE.[/b] E’ per questo importante considerare che sul suolo arabo,
là dove si è formata la corrente religiosa fondamentalista Wahabita, a
cui l’UCOII fa riferimento, è quella che ha dato origine
all’integralismo islamico, confluito nel terrorismo di identica
matrice. Sul suolo Arabo non esiste nulla in termini di concessioni a
chicchessia di ciò che al contrario pretendono sul suolo altrui.
In Arabia è proibito persino
possedere una bibbia o un vangelo,
proibito riunirsi per pregare, proibito insegnare religione, proibito
costruire anche solo una cappella che non sia islamica, proibito
indossare una crocetta o altri simboli religiosi, anche se piccoli e
non esibiti con l’arroganza con la quale qua da noi esibiscono il
chador, proibito alle donne da ovunque provengano di indossare abiti
che non siano il niqab integrale, proibito loro anche semplicemente il
guidare l’automobile, proibito per gli stranieri acquistare un pezzetto
di terreno anche solo per farci un orto, proibito bere alcolici,
mangiare carne di maiale, insomma qua pretendono tutto ciò che agli
altri proibiscono sul “Sacro Suolo Arabo”.
Ritengo che
quando gli islamici saranno pronti per comprendere e rispettare la
democrazia, potranno comprarsi tutto il terreno che vorranno, ora non
si può permetterlo, perché il loro scopo non è quello di integrarsi, ma
di fagocitarci. |
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E’ poi intervenuto S.E.Dom.
Marcello Cristofani della Magione -
Fondatore della
Lega Anti-Diffamazione Cristiana, che ha fatto il punto della
situazione fra le differenze esistenti fra la religione cristiana e
quella musulmana, ricordando il martirio dei cristiani nei paesi
fondamentalisti, così come l’ultimo rapimento di padre Bossi, che non
ha smosso le coscienze degli italiani così come le avevano smosse i
rapimenti dei giornalisti di testate schierate notoriamente a sinistra,
per i quali nulla è stato lasciato intentato, ma padre Bossi ha il
grande demerito di fare del bene, di salvare vite umane e di non fare a
sua volta opera di terrorismo ideologico o anche soltanto di lavorare
per organizzazioni che fiancheggiano la sinistra italiana.
S.E.Dom. Marcello Cristofani,
ha invitato tutti i presenti a difendere le radici culturali e
cristiane che hanno originato l’Italia e gli italiani così come sono
oggi invitandoli a combattere, con tutti i mezzi leciti che la
democrazia mette a loro |
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disposizione, affinché nessun’altra cultura o religione abusi della
nostra con la finalità di distruggerla e prenderne il posto.
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L’on.
Gianluca Pini - deputato della Lega nord,
che ha toccato i temi riguardanti le implicazioni politiche della
questione, ma prima si è concesso un breve inciso per spiegare il
blitz del mattino, portato a termine nella Sala di Montecitorio
assieme al suo gruppo, per segnare la rottura totale con il Governo a
causa dell’inadempienza
contrattuale, nelle trattative intavolate con la sinistra sul
federalismo e brandendo il giornale La Padania con la richiesta di
nuove elezioni.
L’on.
Gianluca Pini ha poi proseguito
nel suo intervento precisando che l’immigrazione selvaggia ha prodotto
una serie di danni alla società italiana, che si vede prevaricata dei
propri diritti e crescere l’insicurezza, oltre che la povertà perché
l’invasione incontrollata ha portato un aggravio economico che non è
stato assorbito da nessun altro, al di fuori dei cittadini che ogni
giorno debbono anche combattere con l’arroganza e la prepotenza di
gruppi alieni al |
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sistema italiano, forti delle protezioni che ricevono a sinistra e dei
favori che vengono loro elargiti da giunte compiacenti come quelle di
Cofferati, che non si è certo dato pena di aver prodotto una
mostruosità giuridica,
regalando di fatto
52.000 mq. di terreno agricolo, facendolo valutare come tale,
per poi trasformarlo successivamente in terreno residenziale e
regalarlo agli islamici, attraverso un escamotage truffaldino per far
sembrare legittimo tale “inganno economico, sociale e culturale ai
danni della città e dei cittadini di Bologna” generando uno scambio a
parità di valore economico con 6.000 mq. Attualmente adibiti a moschea,
che tornerebbero di proprietà della città. |
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Lorenzo Tomassini - consigliere
comunale di Forza Italia,
ha realizzato un breve intervento in qualità di ospite e di persona
informata sui fatti, poiché il tradimento perpetrato contro i bolognesi
dalla giunta Cofferati, è stato portato a termine fuori dagli spazi e
dai percorsi istituzionali, impedendo perciò all’opposizione la minima
possibilità di intervento o anche solo di dialogo, in perfetto stile
soviet.
Il consigliere ha spiegato nel
dettaglio
alcuni dei punti più salienti, nei quali si configurano violazioni di
diritti a danno, non solo dei cittadini di Bologna, ma anche della
Costituzione Italiana, nel disprezzo delle regole che permettono ad un
sistema complesso come la società umana di interagire nel rispetto
delle leggi che prevedono la tutela dei diritti di tutti i cittadini,
da qualunque nazionalità o religione provengano.
Fra le irregolarità spiccano
alcuni punti critici,
che non avrebbero mai dovuto essere presi in considerazione:
-
Valutare una zona come terreno
agricolo, calcolarla in termini economici e soltanto dopo
trasformarla in terreno residenziale, rappresenta un grosso danno
economico alla città di Bologna
-
Mettere sotto la tutela dell’UCOII i
nuovi immigrati spostando dentro al centro le strutture di
accoglienza e gli alloggi comuni configura una violazione delle
regole istituzionali. Lo Stato Italiano è stato sovrano e nessuno ha
il potere giurisdizionale sul suo territorio e viola i diritti dei
cittadini italiani.
-
Destinare un terreno così ampio di
verde a zona residenziale potrebbe configurare un altro reato di
alienazione del patrimonio ambientale per trasformarlo a uso
improprio.
-
Favorire già con un contratto una
serie infinita di possibilità di destinazioni delle aree interne a
attività così difformi fra loro è un altro atto che non appare
regolare.
-
Stabilire l’uso della lingua italiana
fatta eccezione per la liturgia, ma anche per argomenti correlati
alla fede e alla religione implicita un’altra violazione dell’obbligo
a che tutte le attività siano controllabili e svolte entro il
rispetto della Costituzione e delle Leggi italiane.
-
Definire molte delle attività e delle
proprietà sotto la sfera religiosa, rappresenta più di una
irregolarità in quanto toglie allo Stato italiano il potere di
intervenire in caso di irregolarità e non rispetto delle leggi
italiane, fra le quali il separatismo fra i sessi, che crea un danno
alla popolazione islamica femminile, infatti nel testo è ripetuta più
volte questa frase:
[b]“spazio
destinato al culto per uomini e donne”[/b]
che ammette il
separatismo fra i sessi, cosa questa inaccettabile in italia per il
nostro ordinamento giuridico e soprattutto per il rispetto dei
diritti delle persone e della Costituzione.
-
E DULCIS IN FUNDI:
Stabilire una commissione di controllo costituita da 6 membri, con 3
persone scelte dagli islamici e 3 dal Comune di Bologna, è come dire
che i controllati sono gli stessi controllori ed è una procedura che
va contro le leggi italiane oltre che contro il buon senso.
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Ora inizia la vera battaglia democratica, che servirà a
difendere la democrazia, i diritti di tutti i cittadini, anche coloro che
immigrati un giorno diventeranno italiani, in quanto garantisce a tutti gli
stessi diritti e doveri e non discrimina, fra sessi, politica, religione,
etnia o altra variante legale.
Il successo tributato dal pubblico
e dall’aver raggiunto il numero che serve per avviare il referendum, ci fa
sperare di aver iniziato un cammino che ci condurrà verso la giustizia e non
verso l’ignominia.
Adriana Bolchini
Gaigher
Alcuni momenti
dell'intervento del nostro presidente e degli incontri con gli amici in
sala
dopo il convegno, per i
saluti e gli appuntamenti successivi.
N.D.R. Per
informazioni sul referendum andare sul sito della
Lega Anti-Diffamazione Cristiana

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